Imparare insieme: l'apprendimento collaborativo

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Imparare insieme: l'apprendimento collaborativo

Le conoscenze non sono un’acquisizione individuale, si costruiscono attraverso una buona interazione sociale. Di Giuliana Pinto (Università di Firenze) 

cooperare gruppo bambini VS10

Nell’apprendimento collaborativo, l’interazione sociale costituisce sia condizione che conseguenza dell’attività: da un lato infatti sostiene lo sviluppo del gruppo e dall’altro promuove negli allievi sentimenti di fiducia, di rispetto e di appartenenza. Le indagini condotte in questa direzione hanno dimostrato che affinché i bambini si impegnino volontariamente nella collaborazione e la riconoscano come una esperienza preziosa, è necessario che tra loro si stabilisca un clima relazionale affettivamente positivo, improntato a stima e fiducia. Tale clima non scaturisce automaticamente dall’essere messi al lavoro con altri, né dalla semplice applicazione di regole comportamentali condivise, quali il rispetto dei turni, l’alternanza, il monitoraggio, la valutazione dei risultati ecc.

 I contesti interattivi più produttivi 

Per esempio, in una recente ricerca che metteva a confronto la qualità di testi narrativi composti individualmente con quella di testi composti in collaborazione (Pinto et al., 2017), i risultati hanno mostrato che solo per una metà dei partecipanti il lavoro congiunto portava a narrazioni migliori, meglio strutturate e più coerenti. L’altra metà degli allievi raggiungeva un rendimento migliore lavorando autonomamente. In cosa differivano le coppie di narratori più efficaci da quelle che, viceversa, impoverivano i partner? Non si trattava né della dotazione linguistica e cognitiva di base dei partner, né della loro individuale maggiore o minore sensibilità agli aspetti emotivi e sociali. L’analisi delle conversazioni tra gli alunni ha permesso di scoprire che i contesti interattivi più produttivi erano quelli in cui i partner parlavano molto di più tra loro, ma soprattutto in modo qualitativamente più ricco di interventi relazionali: proposte per orchestrare e monitorare l’esecuzione del compito ma anche scambi di carattere affettivo, commenti umoristici, riferimenti alle proprie preferenze, esplicitazione di stati d’animo, curiosità, motivazioni, offerte e richieste di aiuto. Le interazioni erano inoltre caratterizzate da un grado di ansia non disfunzionale e un basso livello di stress. Queste caratteristiche socio-emotive delle interazioni tra gli allievi sembrano aver rafforzato il senso di solidarietà tra i partner e la loro interdipendenza positiva, contribuendo alla costruzione di una struttura affettiva motivante, essenziale per supportare la negoziazione e l’attuazione del compito.

Per trarre frutto dalle modalità di apprendimento cooperativo in classe è dunque importante favorire e potenziare negli allievi le necessarie competenze sociali: avere interesse per gli altri e fidarsi di loro, comunicare con un ampio registro espressivo, supportarsi reciprocamente, risolvere i conflitti (Cacciamani, 2004). 

Tratto da: "Imparare insieme", Giuliana Pinto, su La Vita Scolastica n. 10 - 2018

Leggi l'articolo completo: https://www.giuntiscuola.it/lavitascolastica/la-rivista-di-carta/archivio/giugno-2018-n-10/

Giuliana Pinto: 6 Dicembre 2019 Articoli

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