"Il cervello apprende, purché si permetta ai bambini di sbagliare"

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"Il cervello apprende, purché si permetta ai bambini di sbagliare"

Intervista ad Alberto Oliverio, neurobiologo, professore emerito di psicobiologia nell'Università di Roma La Sapienza. Sarà fra i relatori del convegno del CPP "Né buoni né cattivi" (12 ottobre 2019 a Milano)

bambina conflitti rabbia

In che modo il nostro cervello ci “dice” cosa fare quando ci troviamo in conflitto?

"Dipende dal livello di maturazione, che in un adulto dovrebbe essere avanzato. In tutti, infatti, c’è un primo livello fisiologico di allarme e risposte emozionali, come la rabbia. È qui che entrano in gioco gli ormoni cortisolo e adrenalina. Si tratta di risposte che, però, la corteccia frontale di un adulto tiene a freno… o, almeno, dovrebbe. Per un bambino è diverso: lui vive le emozioni per la prima volta, le vive in maniera piena e -spesso - non è in grado di inibirle, come accade ai più piccoli, bambini di 1 o 2 anni che possono fare dei capricci mostruosi. In quei casi, inutile usare le parole, si tratta solo di aspettare e distrarre il bambino".

Può l’educazione plasmare il cervello?

"Senza dubbio, sennò saremmo tutti a casa, noi adulti e anche i bambini. Ma da sola non basta. Il cervello non è una tabula rasa, non è vergine né ha già scritte delle condotte prestabilite ma apprende e si plasma e trasforma con la pratica, gli errori e l’educazione. Purché si permetta ai bambini di sbagliare, non si intervenga di continuo a suggerire soluzioni, ma si accompagnino i bambini a distanza, limitandosi a una regia non invadente. Solo così non li si priva della grande gioia della scoperta, il momento in cui acquistano consapevolezza e fiducia in se stessi. Il bambino che scopre e modifica la realtà con le sue mani, in modo concreto e non virtuale, è un bambino felice". 

Leggi l'intervista completa realizzata dal CPP  a questo link 

Per saperne di più

Convegno nazionale CPP
Milano, 12 ottobre 2019 (10.00-17.30)
Teatro dal Verme in Via San Giovanni sul muro

Né buoni né cattivi. L’alfabetizzazione al conflitto per una nuova cittadinanza è il titolo del convegno nazionale del CPP, a Milano il 12 ottobre, sul tema della gestione dei conflitti. Sarà l’occasione, insieme a tanti esperti dell’educazione, della legalità e dell’integrazione, per ridefinire le basi di una convivenza dove sia tabù la violenza ma non il conflitto; dove il conflitto - anzi - rappresenti un’occasione e una risorsa per imparare a stare con se stessi e con gli altri. Senza sentirsi buoni, senza sentirsi cattivi.
Con il pedagogista Daniele Novara, la docente Milena Santerini, il formatore Paolo Ragusa, l’insegnante Franco Lorenzoni, il neuroscienziato Alberto Oliverio, il criminologo Adolfo Ceretti e l’attore Giacomo Poretti.

Per informazioni e iscrizioni: www.cppp.it 3316190707 convegno@cppp.it

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12 Settembre 2019 Articoli

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