Come valutare la produzione di un testo

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Valutare un testo in modo completamente oggettivo è impossibile ed è opportuno affiancare criteri qualitativi e criteri quantitativi.

Nella valutazione di un testo scritto, tradizionalmente, sono sempre stati privilegiati indicatori di tipo qualitativo (contenuto, stile, registro, grammatica, lessico, ortografia e via dicendo) attraverso una scala quantitativa, che tuttavia non sfuggono ad un certo margine di soggettività.

È risaputo che giudici indipendenti a volte valutano uno stesso elaborato in modo molto contrastante pur usando le stesse variabili!

Per ovviare a questi inconvenienti in alcuni studi sulla produzione del testo si è ricorsi anche a variabili di tipo quantitativo, che integrano e non sostituiscono in ogni caso gli aspetti qualitativi: ad esempio il numero delle parole.

La discrezionalità nel valutare la “scrittura” in ogni modo è generalmente alta e dipende da molteplici fattori tra cui le nostre esperienze e le nostre idee su che cosa è o cosa significa “scrivere bene”.

Anche per ovviare a questa soggettività, alcuni studiosi (Re, Caeran, Cornoldi) hanno introdotto parametri quantitativi che recenti ricerche hanno dimostrato essere rilevanti, soprattutto per impostare attività di potenziamento o miglioramento della produzione scritta spontanea.

Tra gli indici quantitativi, oltre al numero di parole (che riguarda essenzialmente la lunghezza del testo) sono utilizzati:

  • percentuale di errori ortografici (es. fare 10 errori in un testo di 30 parole e farne 10 in un testo di 100 è molto diverso!);
  • numero di frasi che offre indicazioni sull’articolazione del testo;
  • la percentuale degli aggettivi qualificativi che hanno valore espressivo;
  • la percentuale di ripetizioni, parole o perifrasi che il bambino ripete frequentemente e che tolgono freschezza all’elaborato;
  • percentuale subordinate che, a differenza delle coordinate, indicano un pensiero più gerarchizzato. La presenza di legami tra frasi espressi prevalentemente con “e… e” indica, infatti, un livello da principiante, tipico dei primi anni di scolarità.

[08-04-2011]

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