Scrivere poesie: giochi e strumenti

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Impariamo a scrivere una poesia con alcuni giochi dell'Oulipo. Ma come prima cosa leggiamo due testi che ci insegnano che le poesie nascono dal cuore e dalla testa.

manifesto 20

Le prossime letture che dovrò fare sono tutte poesie: le attività su questo genere di libri non sono facili, occorre una lunga preparazione e un gruppo omogeneo di bambini (per età e per esperienze) garantisce un lavoro migliore di un gruppo eterogeneo. 

Presentiamo ai bambini due poesie molto particolari, perché non parlano di buoni sentimenti. Queste poesie ci servono per rompere il circolo vizioso che spesso si crea nella mente dei bambini poesia=amore/bontà...

Prima di leggere possiamo dire ai bambini che la poesia è un modo per comunicare un'idea o un sentimento bello o brutto. 

Ti cascasse il moccico dal naso
sull’ultimo cucchiaio di gelato
e proprio mentre stai per fare un salto
inciampassi come un merlo sopra il prato!
Ti andasse di traverso la merenda!
Perdessi l’album delle figurine!
Ti si rompesse anche il videogioco
quando sei a un livello dalla fine!
E mentre ti succede tutto quanto
me ne starò lì impalato e sai perchè?
Per tutti i dispetti che mi hai fatto
io sono arrabbiatissimo con te!

Alfabeto dei Sentimenti, Janna Carioli, Fatatrac

I libri sono stupidi
I libri sono brutti
I libri sono inutili
Li bruceremo tutti
Fanno venire i brufoli
Fanno venire idee
Danno scrofola e scrupoli
Dialettica e diarree
Fanno diventar brutti
Fanno diventar matti
I doveri distrutti
I pensieri distratti
La mente nelle favole
Le pezze nelle giacche
La testa fra le nuvole
E i piedi nelle cacche

Dal testo per lo spettacolo "Chisciotte Fenicottero", Teatro Cada Die, Cagliari, realizzato in collaborazione con "L’isola delle storie – Festival letterario della Sardegna", Gavoi 2005 

Chiediamo ai bambini che cosa ne pensano di queste poesie, cerchiamo di spostare il focus della discussione sul perché i due autori hanno scritto queste poesie e quale possa essere il fine di ognuna. Generalmente si arriva facilmente a dire che la prima poesia è nata da un sentimento, mentre la seconda serve a veicolare un'idea (che non è proprio quella che può sembrare all'inizio, ecco perché le poesie a volte vanno lette e rilette).

A questo punto tocca a noi provare a scrivere una poesia originale. Chiediamo a ogni bambino di decidere se vogliono scrivere una poesia su un sentimento o su un'idea e di segnare in cima al foglio di che cosa si tratta. Per esempio, "idea: i fagioli non vanno venduti nei supermercati".

A questo punto proponiamo un gioco di parole del gruppo dell'Oulipo chiamato "palla di neve". Il gioco è facile: si parte da una parola con una sola lettera e si continua aggiungendo sotto parole con una lettera in più:

a
un
dio
deve
quasi
sempre
piacere
mangiare
fagiolame,
ingrasserà
moltissimo?

Continuiamo il gioco per un po', a coppie. Quando siamo più esperti possiamo far crescere e restringere le nostre poesie a piacimento. 

Alla fine di questo gioco chiediamo ai bambini di dimenticarlo e provare a scrivere una loro poesia, senza regole. Una volta fatto chiediamo loro di riscriverla in vari modi:

  • lipogramma: tutte le parole non devono avere una certa lettera (posso estrarre la lettera da un cilindro)
  • tautogramma: tutte le parole devono avere una certa lettera
  • sinonimi: tutte le parole con più di cinque lettere devono essere sinonimi di quella che hanno scritto

Una volta finiti tutti questi esercizi, chiediamo ai bambini di riscrivere la loro poesia nel modo che ritengono migliore. Dai risultati capiremo se questa palestra di scrittura li ha aiutati a capire che per scrivere una poesia ci vuole cuore e cervello.

Per altri spunti vi invito a leggere un pezzo di Chiara Carminati disponibile sul web: Fare poesia sul treno del latte

Infine vi lascio con una bellissima lettura:

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