Maternità e precarietà

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La maternità ai giorni nostri, giorni di precarietà e di crisi.

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Faccio supplenze temporanee: vorrei avere un bambino ma temo di restare senza lavoro. Potete spiegarmi quali sono i miei diritti anche se non sono di ruolo?

Francesca S.


La risposta dell'esperto

I Suoi diritti sono esattamente gli stessi del personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato (e cioè di ruolo).
Le norme di tutela della maternità e paternità sono contenute nel decreto legislativo 151/2001 e consistono, in particolare, nel diritto a fruire nel corso della gravidanza di un congedo per maternità e dopo la nascita del figlio di un congedo parentale (variamente articolato e retribuito) fino al compimento dell'ottavo anno di vita del bambino. Inoltre nei primi tre anni di vita si ha diritto anche ad una riduzione dell'orario di lavoro per esigenze di allattamento.

Durante il rapporto di lavoro il congedo per maternità (che inizia due mesi prima della data presunta del parto e dura comunque fino alla data effettiva del parto, e che dura ulteriori tre mesi dopo tale data) è retribuito per intero in costanza di rapporto di lavoro e all'80% dell'ultima retribuzione percepita nei periodi in cui non è acceso un contratto di lavoro. Inoltre nel corso del congedo è possibile accettare nuovi contratti di lavoro, con diritto all'intera retribuzione.

Il congedo parentale è retribuito al 30% per i primi tre anni, mentre per i successivi l'indennità spetta soltanto a determinate condizioni. Il CCNL del Comparto Scuola prevede, però, la corresponsione del 100% dello stipendio per il primo mese di congedo parentale.

Le norme prevedono anche altri benefici (per esempio il congedo per maternità anticipato in caso di difficoltà nella gravidanza) che potranno esserLe meglio illustrati da un patronato della Sua città o da un'organizzazione sindacale.
 

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