La merenda di metà mattina? Non la decide l'insegnante...

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Il docente può dare dei suggerimenti sull'alimentazione ma mai imporre delle scelte, pena il rischio di incorrere in problemi seri. Di Paolo Bonanno

grafica bonanno risponde a norma di legge definitivo

È legale che la maestra di prima elementare stabilisca un menù settimanale per le merende di metà mattina e lasci digiuna una bimba che al posto di quanto stabilito da lei aveva portato dei crackers? E che non vuole alimenti salati nel panino, piuttosto un panino vuoto perché altrimenti "deve farli bere"? 
La ringrazio anticipatamente del suo parere.

Lettera firmata

Il comportamento dell’insegnante di cui parla è assolutamente illegittimo e al limite della illiceità e dovrebbe essere segnalato al dirigente scolastico perché adotti nei suoi confronti gli opportuni provvedimenti, richiamandola ad un comportamento adeguato alla funzione docente.

Pur non esistendo norme che disciplinino specificamente quanto da Lei segnalato è evidente che un’insegnante non può stabilire cosa gli alunni debbano mangiare durante l’intervallo di metà mattina.

I docenti della classe potrebbero eventualmente suggerire alle famiglie, nell’ambito di un’attività di educazione alimentare comunque specificamente programmata, alimenti che si ritengono più idonei per le esigenze degli alunni, ma non potrebbero mai imporli in alcun modo. Tanto meno, ovviamente, lo può fare un singolo insegnante, prevaricando in tal modo le scelte delle famiglie in materia ed esponendosi anche ad eventuali denunce da parte dei genitori. 

Scrivimi e chiarirò i tuoi dubbi

Avresti piacere ad avere una risposta chiara alle tue perplessità come questo insegnante? Basta scrivere una mail a vitascol@giunti.it o scuolainfanzia@giunti.it mettendo nell'oggetto "Rubrica A Norma di Legge" indicando la propria domanda (massimo 400 battute per essere presa in considerazione) da porre. Nel giro di alcuni giorni ti sarà data risposta sulla mia pagina blog dedicata.

Il servizio, fino al 31 dicembre 2018, sarà aperto a tutti i docenti mentre dal 2019 sarà riservato agli abbonati. Assieme alla domanda, nella richiesta per mail, sarà dunque necessario inserire anche il codice di abbonamento alle riviste La Vita Scolastica e Scuola dell'Infanzia.

Onde evitare spiacevoli equivoci, porrò dei limiti relativi alle richieste sul tema della previdenza: niente calcoli individuali, ma solo chiarimenti sulla normativa pensionistica, per non creare inutili aspettative in chi segue il blog.

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