Inclusione scolastica: ridefiniti i gruppi di lavoro (GLIR)

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Le ultime novità dal Miur per assicurare il successo formativo delle studentesse e degli studenti che si trovino in condizione di disabilità certificata. Adesso necessarie le risorse finanziarie.

Paolo Bonanno

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inclusione disabilità

Il Miur ha ridefinito i gruppi di lavoro per l’integrazione scolastica. Il provvedimento ministeriale, che analizzeremo in questo post, demanda, innanzitutto, al dirigente dell’Ufficio scolastico regionale il compito di istituire il GLIR, definendo con il decreto istitutivo anche il numero dei componenti del Gruppo, garantendo la partecipazione paritetica dei rappresentanti delle Regioni, degli Enti locali e delle associazioni delle persone con disabilità che siano maggiormente rappresentative a livello regionale nel campo dell’inclusione scolastica.

Con l’emanazione del decreto che disciplina il GLIR, la struttura organizzativa necessaria a giungere ad una piena operatività del sistema per la realizzazione dell’inclusione scolastica dovrebbe essersi completata. Spetta ora a tutti i soggetti coinvolti attivarsi per ottenere il risultato di assicurare il successo formativo delle bambine e dei bambini, delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti che si trovino in condizione di disabilità certificata: si tratta di un obiettivo di civiltà che la scuola italiana deve perseguire con tutte le sue forze, augurandosi che oltre all’impegno degli operatori scolastici vi sia un impegno governativo e parlamentare per il reperimento di risorse finanziarie adeguate alla sua realizzazione.

Vediamo adesso i contenuti della nuova norma e in particolare cosa stabilisce riguardo a composizione e articolazione, sede e durata, funzioni del GLIR. Cercherò anche di evidenziare alcuni aspetti a mio avviso problematici, già in parte anticipati illustrando a suo tempo il decreto 66.

Il decreto ministeriale 

Con il decreto ministeriale prot. 338 del 26 aprile 2018 il MIUR ha dato applicazione a quanto previsto dall’articolo 9 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, decreto che, attuando la delega contenuta del comma 181, lettera c), dell’articolo 1 della legge 107/2015, ha disciplinato la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità.

Il citato articolo 9, modificando l’articolo 15 della legge 104/1992 ha ridefinito i gruppi di lavoro per l’integrazione scolastica, sia nella struttura che nelle loro funzioni, rimandando in particolare ad un successivo decreto ministeriale la disciplina della composizione, dell’articolazione, delle modalità di funzionamento, della sede, della durata e dell’assegnazione di ulteriori funzioni per il supporto all’inclusione scolastica del Gruppo di lavoro interistituzionale regionale (GLIR), che costituisce un’evoluzione del gruppo di lavoro provinciale già previsto dal comma 1 dell’articolo 15 della legge 104/1992.

Composizione e articolazione

Con l’articolo 2 si stabilisce la composizione del GLIR e la sua articolazione.
In particolare il Gruppo sarà composto:

• Dal dirigente dell’Ufficio scolastico regionale che lo presiede;
• Da dirigenti tecnici e amministrativi in servizio presso l’USR, fino a un massimo di tre;
• Da dirigenti scolastici in servizio nella regione, scelti tra diversi ordini e gradi di scuola, fino a un massimo di quattro;
• Da coordinatori didattici e/o gestori delle scuole paritarie presenti nella regione, fino a un massimo di tre;
• Da docenti esperti in inclusione scolastica fino ad un massimo di cinque, con alcuni criteri di garanzia di rappresentatività;
• Da rappresentanti della Regione, fino a un massimo di cinque;
• Da rappresentanti degli enti locali, fino a un massimo di cinque;
• Da rappresentanti delle federazioni e associazioni delle persone con disabilità che siano maggiormente rappresentative a livello regionale nel campo dell’inclusione scolastica, fino ad un massino di cinque, individuate sulla base di specifici criteri da parte del Direttore dell’USR.

L’articolo 4 definisce meglio le modalità di funzionamento del Gruppo e le sue possibili articolazioni.

In primo luogo potrà essere previsto al suo interno un gruppo operativo di coordinamento, che avrà il compito di elaborare proposte, svolgere attività propedeutica agli incontri e predisporre i materiali utili ai programmi di lavoro.

Il GLIR potrà inoltre articolarsi in gruppi di lavoro, che affronteranno differenti tematiche che abbiano particolare rilevanza e che richiedono ricerca, studio e approfondimento. Alle sedute del Gruppo potranno essere invitati a partecipare – anche su proposta di uno dei componenti – esperti o figure di riferimento in relazione alle tematiche da trattare.

Le modalità e i criteri per disciplinare il funzionamento dei lavori del Gruppo – che di norma dovrà riunirsi un volta ogni trimestre – saranno definiti nel corso della prima seduta.

Sede e durata

Il GLIR avrà sede presso l’Ufficio scolastico regionale ma il Presidente potrà individuare anche un’altra sede, e il personale dell’USR assicurerà le funzioni di segreteria e di supporto tecnico-amministrativo ed organizzativo ai lavori del Gruppo.

Il GLIR rimarrà in carica per tre anni e i suoi componenti potranno essere confermati una sola volta. Ad essi non spetteranno, come previsto dal decreto 66, compensi, emolumenti, indennità, gettoni di presenza, rimborsi spese o altre utilità, comunque denominate.

Funzioni

Il DM si limita a ribadire le funzioni già assegnate al GLIR da parte dell’articolo 9 del decreto legislativo 66/2017, al quale, pertanto, si rinvia, specificando che il dirigente dell’USR, oltre ad attribuire al Gruppo ulteriori – ma non definite – funzioni per il supporto all’inclusione scolastica oltre quelle previste dalla norma, attribuisce al dirigente stesso la facoltà di attribuire al GLIR ulteriori funzioni connesse alle peculiarità e alle specifiche esigenze del territorio.

In questa sede non posso esimermi dal ribadire le perplessità già espresse quando ho commentato i contenuti del decreto 66 all’atto della sua emanazione: a mio avviso, infatti, la nuova disciplina rischia di provocare una marginalizzazione del ruolo della scuola nella sua essenziale funzione pedagogica, privilegiando piuttosto gli aspetti organizzativo-gestionali dei processi di inclusione attraverso la costituzione dei nuovi gruppi di lavoro.

Raccordo con l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica

Con il decreto prot. 686 del 21 settembre 2017 è stato istituito l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica, previsto dall’articolo 15 del d.l.vo 66/2017, e che svolge i seguenti compiti:

a) analisi e studio delle tematiche relative all’inclusione delle bambine e dei bambini, delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti con disabilità certificata a livello nazionale e internazionale;
b) monitoraggio delle azioni per l’inclusione scolastica;
c) proposte di accordi inter-istituzionali per la realizzazione del progetto individuale di inclusione;
d) proposte di sperimentazione in materia di innovazione metodologico-didattica e disciplinare;
e) pareri e proposte sugli atti normativi inerenti l’inclusione scolastica.

Per evitare che gli organismi che hanno analoghe finalità operino senza una reale omogeneità nella loro attività, il DM del 26 aprile si è preoccupato di stabilire che, al fine di creare un raccordo con le azioni e gli interventi di politica scolastica nel campo dell’inclusione svolti ai vari livelli (amministrazione centrale, regionale o livello di singola scuola o reti di scuola), dovranno essere promossi incontri di lavoro con i referenti designati dai vari GLIR nell’ambito delle riunioni dell’Osservatorio.

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