Serena Gaiani

Serena Gaiani è Pedagogista e Pedagogista clinico®, Esperta in relazioni educative familiari. Laureata in Scienze dell’Educazione, ha poi perfezionato gli studi con un Master in Pedagogia Clinica. Oltre all’attività in studio professionale, svolge interventi sul territorio con formazioni per docenti e genitori. Da più di sedici anni fa esperienza di coordinamento pedagogico e supervisione in servizi per l’infanzia. Impegnata anche con Sportelli d’Ascolto rivolti a genitori, personale educativo e docenti operanti dai nidi fino alle scuole secondarie di primo grado. Autrice di alcune pubblicazioni a tema educativo sulla relazione genitori-figli, collabora con GiuntiScuola da diversi anni.

Figli e capricci

  • Come affrontare l’ingresso di un figlio alla scuola dell’infanzia?

    I pensieri precedono sempre le azioni: entrate in dialogo con la scuola che vi aspetta, prendete le informazioni che vi rassicurino. I bambini “sentono” le emozioni degli adulti. Genitori sereni e tranquilli sono fondamentali per un buon avvio!

  • Capricci: che fare?

    Ogni bambino attraverso i “capricci” lancia dei messaggi da decifrare. Che bisogni sta dichiarando? Osservate lui e voi quando si verificano questi episodi per capirne il significato. Siate coerenti tra parole e azioni, alleati come genitori. Molto utile il confronto con un esperto nei casi più critici.

  • Liti tra fratelli: come intervenire?

    Il litigio attiva processi importanti per la maturazione delle competenze sociali. Attenti a non diventare “giudici di parte”: sostenete, invece, lo snodarsi della questione tra i bambini lasciando spazio all’autonoma negoziazione della soluzione.

  • Se gli tolgo lo smartphone va in crisi

    Questi strumenti non sono da offrire in tenera età e comunque con estrema parsimonia e in vostra presenza, non come babysitter o intrattenimento magari durante il pasto. Non usati correttamente possono creare dipendenza ed eccessiva irritabilità.

  • Vuol fare tutto da solo: quale il limite?

    La spinta all’autonomia è un ottimo motore per la crescita. Come sempre però agli adulti spetta il compito di tutelare i bambini in caso di pericolo e offrire “i confini” con amorevole fermezza. A seconda dell’età le esperienze devono evolversi in complessità e permettere ai bambini di diventare sempre più competenti.