Un oggetto… tante storie, inventate e dentro i libri

Animando la costruzione realizzata da ogni singolo bambino nascono spontaneamente racconti che possono essere collezionati e... inscatolati. Di Antonella Sada

di Redazione GiuntiScuola · 08 novembre 2018
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Sono molte le storie che si possono inventare a partire da un oggetto e, come abbiamo visto in Storie in scatola per descrivere e narrare ( vedi cliccando qui ), si prestano bene gli oggetti portati da casa e i ricordi di vacanze. Per far narrare tutti è bene che ognuno abbia a disposizione il proprio oggetto e il coinvolgimento sarà maggiore se viene costruito dal bambino stesso. Ecco che così ognuno avrà la propria barchetta, simile a quella di Alessio, o il proprio topolino, come quello di Sara ma fatto di creta.

Animando la propria costruzione nascono spontaneamente racconti: “Il mio topo si chiama Gigi ed è un po’ cicciottello perché gli piace tanto mangiare il formaggio che prende di nascosto dal mio frigorifero…”; “ Il mio topo … arriva a casa mia, non sa come aprire la porta, suona il campanello e noi gli apriamo… gioca e si sa pure lavare i baffi…” .

Scriviamo tutte le storie di topolini e le regaliamo a Sara, così come le storie delle barchette saranno messe nella scatola di Alessio. Ora ciascun bambino avrà collezionato tante piccole storie … in scatola!

Libri in scatola

Per completare il contenuto della scatola possiamo coinvolgere la famiglia. Ogni bambino è invitato a fare una ricerca nelle proprie case e ambienti di vita, di libri, racconti e storie che abbiano come protagonista il proprio oggetto.

Condividere con la classe quanto trovato è anche un’occasione per stimolare il confronto sulle abitudini di lettura, sulle lingue, sulle tradizioni familiari.  Possiamo completare la ricerca anche in gruppo, recandoci nella biblioteca di scuola o in quella di quartiere. I bambini sfoglieranno i libri e cercheranno tra le immagini gli oggetti che hanno fatto da trama al progetto, e se scoveranno l’oggetto del compagno, sarà una gioia da condividere. I libri potranno essere messi nella scatola ma quando questo non sarà possibile, si metterà nella scatola una sua sintesi, un disegno o un oggetto che ce la ricordi .

A Sara i libri di topo Tip piacciono molto ma sono troppo grandi per essere contenuti nella scatola. Ecco allora la sua soluzione: “Metto questo pupazzetto nella mia scatola perché è uguale al giocattolo preferito di Topo Tip”.

Quando riaprirà il contenitore dopo qualche giorno, il gioco sarà cercare di ricordare perché il pupazzetto si trova lì per poi rievocare insieme la storia letta. Non importa se non ricorderà il racconto originale, ogni narrazione sarà comunque ben accetta.

Oggetti che evocano storie e storie richiamate da oggetti in un gioco continuo di narrazione e fruizione che arricchisce il vocabolario e il bagaglio culturale del singolo e del gruppo.

Leggi anche: Storie in scatola