Un cannocchiale rovesciato

Con la Storia e le storie del passato possiamo cercare di comprendere il presente. E insegnare ai ragazzi che si può sempre scegliere da che parte stare.

di Redazione GiuntiScuola · 16 novembre 2015
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L’espressione “calendario rovesciato” la usa il critico Giovanni Macchia, a proposito di Pirandello e in particolare riferendosi a quel dottor Fileno, personaggio in cerca d’autore anticipato ( La tragedia di un personaggio , in Novelle per un anno ), che per comprendere il presente si immergeva nella lettura del passato e nella Storia.
È un’espressione che mi è sempre piaciuta: semplicissima e insieme efficace per esprimere l’azione del guardare con attenzione; ma non da vicino, bensì allontanando. E così l’ho rubata. E vi spiego perché.

Incontri fortunati

Ho conosciuto, grazie a Gabriella Armando, preziosa editrice, Yves Legal che si occupa, con Civico Zero di Roma , dei ragazzi profughi che arrivano in Italia e fa un lavoro straordinario con loro. Li porta in visita nei musei, per la città, e mescola alla formazione concreta e utile (la lingua italiana, vari apprendistati in diversi mestieri) la ricostruzione di una identità, partendo dall’arte, dalla cultura e dal recupero dei loro vissuti. I ragazzi scrivono e raccontano le loro storie che vengono raccolte in un giornale autopubblicato e ora scaricabile, " Griot ", racconti scritti in un italiano incerto, e nelle diverse lingue di origine. Yves aveva un gran desiderio di far diventare un libro questi racconti. Li ho letti e poi mi è capitato di ascoltare il racconto di uno di loro: appena adolescente, imprigionato e poi fuggito da una prigione, ha attraversato l’Africa fingendosi di volta in volta pazzo, soldato o controllore su un treno: una lunga e un rocambolesca avventura, narrata a metà tra il dolore e la fierezza adolescente di avercela fatta.

E così, nonostante non sia Sinnos editore che “commissiona”, mi sono decisa a chiedere un incontro a Fabio Stassi, che conoscevo solo sulla carta e che come scrittore mi piace particolarmente, perché ha cura della memoria, sa mescolare verità e immaginazione con un uso della lingua preciso e capace di evocare e rimandare ad altro, sa giocare con il vero e il fantastico.

Zumbi saltellante tra storia, fantasie, pagine

Mi sono trovata di fronte a una persona dal fare pacato e antico che con grande umiltà mi ha detto che non se la sentiva di parlare di profughi, che era Storia troppo vicina e che aveva timore di tradirla. Con me c’era Federico Appel, il mio tramite con Fabio, anche lui autore, ma soprattutto illustratore. Attraverso lo scambio di idee e di impressioni, parola dopo parola, lo scrittore ha tirato fuori una storia che lo appassionava da sempre: quella di Zumbi, leggendario ribelle brasiliano , che nel XVII secolo, aveva combattuto contro colonizzatori e schiavisti. E l’illustratore ha iniziato a immaginare battaglie, paesaggi, persone e animali, alberi e foreste. E davanti a me hanno cominciato a delinearsi immagini e azioni sempre più appassionate nate dallo scambio tra due persone che iniziavano a tramare e tessere, con le loro parole, il racconto di vittorie e sconfitte, di ribellioni e amori.

È così che è nata La leggenda di Zumbi l’immortale , nuovo graphic novel di Sinnos, che verrà presentata a Roma a Più libri più liberi il 4 dicembre, dai primi ragazzi che lo hanno letto in bozza, insieme agli autori.
In Zumbi non c’è nulla dei viaggi di oggi della disperazione di chi arriva qui per cercare di vivere una vita migliore. C’è una storia antica, leggenda mitica, che i due autori hanno inquadrato in una cornice, che rende plausibile il racconto: siamo su un piroscafo che risale il fiume São Francisco, ai giorni nostri. Piena di turisti che vogliono provare il brivido delle foreste e delle notti stellate. E ci sono un uomo e una donna, che sulla nave ci lavorano, ballando e insegnando il samba. Ma lui, trova il tempo di farla innamorare, mostrandole la stella di Zumbi Dos Palmares , e raccontandole la sua storia, arrivata fino a noi, perché non si dimentichi e resti nella nostra mente e nel nostro cuore.

Da che parte stai?

Abbiamo pubblicato Zumbi, perché il nostro desiderio di editori è che leggendolo i ragazzi possano imparare, con una avventura e un libro non “scolastico”, a guardare con il “cannocchiale rovesciato”, che siano incuriositi e desiderosi di saperne di più , che vogliano capire cosa c’è alla base delle differenze stratosferiche da nord e sud del mondo. Che, appassionandosi ad una storia che parla di soprusi e di ribellioni , abbiano strumenti in più per comprendere quanto il passato sia importante per leggere l’oggi, mentre assistiamo alle fughe da paesi dove non c’è democrazia e i diritti umani vengono calpestati, e rifiuto di accoglienza da parte di paesi che forse qualche responsabilità su questo disastroso divario ce la hanno.

Il nostro desiderio è soprattutto quello che si abituino a pensare e a capire che si può scegliere da che parte stare. Fin da ragazzi. È quello che c’è da sempre nel nostro progetto editoriale: in questo caso i graphic novel, ci permettono di affrontare temi importanti, sollecitando l’apertura di nuove porte a riflessioni e approfondimenti che possono essere trovati altrove: in romanzi, saggi, poesie, quadri, musica, film…
Per questo la Leggenda di Zumbi l’Immortale , oltre ad essere “semplicemente” lettura individuale e momento di pausa, di riflessione e immaginazione, può essere in una classe di media inferiore punto di partenza per studiare la Storia, la Geografia, le Letteratura, l’Arte.

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