Rifugiati e migranti: due storie positive di accoglienza e integrazione

Il primo caso di accoglienza diffusa che ha interessato la Francia in due nuovi libri pubblicati da EMI: "La valle accogliente" e "La Padania dell’integrazione".

di Redazione GiuntiScuola · 09 settembre 2015
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Accogliere si può, anche a costo zero. In Italia sono diversi gli esempi in questa direzione, e la casa editrice EMI ha pubblicato di recente due volumi che testimoniano altrettante esperienze, La valle accogliente di Paolo Erba, Eugenia Pennacchio e Silvia Turelli e La Padania dell’integrazione di Raul Daoli.

  • La valle accogliente narra la genesi e il successo del progetto di microaccoglienza diffusa nato nel 2011 a Malegno, in Valle Camonica (Bs), e frutto della collaborazione tra l’amministrazione e la Cooperativa K-pax, progetto che ha catturato l’attenzione anche dei media francesi (Le Monde e France3). Istituita inizialmente per accogliere un centinaio di persone fuggite dall’Africa, questa iniziativa condivisa ha permesso di impiegare questi 116 ragazzi in diverse attività: dalla cura del verde pubblico, all’agricoltura, fino dei veri e propri stage di lavoro. Grazie a queste esperienze, i comuni e la cooperativa hanno trasformato quello che avrebbe dovuto essere un "peso" e "problema" in una risorsa, restituendo nel contempo dignità e salute a coloro che l’avevano persa. Un risultato ottenuto senza gravare sulle casse comunali, ma attingendo invece da fondi europei dedicati e in collaborazione con altre realtà private impegnate nel sociale. In una recente intervista Paolo Erba, giovane sindaco di Malegno tra gli autori del libro, ha ricordato che, se tutti i comuni italiani facessero come il suo comune, che su 2060 abitanti accoglie stabilmente da 4 anni a turno 8 richiedenti asilo, allora in Italia si potrebbero accogliere 240.000 rifugiati, circa 2 volte e mezzo quelli che ci sono oggi, "senza grandi difficoltà".

  • La Padania dell’integrazione è un testo di Raul Daoli, per dieci anni sindaco del comune nel reggiano dove la percentuale di stranieri raggiunge il 15% della popolazione e dove ha sede il primo tempio sikh in Italia, ha deciso di investire tutto nell’educazione. Dando vita a progetti che coinvolgessero tanto i bambini quanto i loro genitori nelle attività scolastiche, con iniziative culturali che vanno dal Festival Uguali Diversi al percorso Genitori Efficaci e al Progetto Cultivar e costruendo una solida rete di relazioni sociali, questa amministrazione ha compreso che l’integrazione parte dai bambini e, soprattutto, dalla loro istruzione, poiché "superando barriere e pregiudizi che ostacolano la creazione di una società multiculturale, si agisce, nella società di oggi, per costruire, nel presente, la società futura, i cittadini del domani". Senza dare fondo alla casse comunali e, anzi, creando futura competitività economica.

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