Le scelte della mia scuola multiculturale - Accogliere è cogliere

Una scuola dell’infanzia che somiglia a un porto di mare, con partenze momentanee, definitive e nuovi arrivi. Come trasformare la provvisorietà in ricchezza stabile? Un racconto dalla scuola dell’infanzia di Crema Nuova. Aspettando il convegno “A scuola nessuno è straniero”. 

di Redazione GiuntiScuola · 18 febbraio 2016
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In occasione del convegno A scuola nessuno è straniero. La scuola multiculturale nel tempo delle scelte (18 marzo, Padova) abbiamo chiesto ad alcuni amici di "Sesamo" (insegnanti, educatori, dirigenti scolastici) di raccontarci una delle scelte che la scuola multiculturale si trova a fare ogni giorno. Oggi diamo voce a Rosaria Lucini Paioni, responsabile di plesso della Scuola dell'Infanzia "Crema Nuova", uno dei cinque plessi dell'Istituto Comprensivo "Crema Tre - N. Mandela".

A contatto con il vorticoso fenomeno della globalizzazione, siamo sempre più prossimi ad una realtà multiculturale ispirata a principi di partecipazione, comprensione e solidarietà. Ma ci siamo mai interrogati sul più immediato senso che il termine accoglienza richiederebbe? I n una scuola dell'infanzia, come in altri contesti sociali culla della personalità di ognuno di noi, accogliere, come ci suggerisce l'etimologia latina, è cogliere: cogliere il timore, l'inadeguatezza, il disorientamento e l'impotenza dell'Altro, in un contesto a cui ancora non appartiene.

Una risorsa destabilizzante

Tra le scelte della Scuola dell'Infanzia di Crema Nuova, che fa capo, insieme ad altri quattro plessi, dell'I.C. Crema Tre “Nelson Mandela”, non possono passare in secondo piano interventi di inclusione rivolti ad un'utenza per lo più straniera. Il quartiere di Crema Nuova, infatti, si colloca in una zona periferica della città di Crema e negli ultimi anni è stato costretto, in maniera rapida ed incisiva, a far fronte alle complesse conseguenze dei numerosi flussi migratori. A fronte delle minime percentuali di alunni stranieri nelle altre scuole cremasche, le quattro sezioni di questo plesso registrano una preponderanza di circa 70% di “non italiani”. Presenze in gran parte dinamiche; la scuola, infatti, durante tutto l'anno scolastico, assume l'aspetto di un porto di mare: partenze momentanee, definitive e nuovi arrivi, da un lato molto destabilizzanti, dall'altro arricchenti per la classe . A contrasto con i limiti riscontrabili, in nuove realtà così complesse, uno dei vantaggi più evidenti nel gruppo-classe è sicuramente la coraggiosa capacità di adattamento.

Niente al caso: la complessa quotidianità scolastica

Stare insieme e favorire l'incontro e lo scambio fra le diverse provenienze sono tra gli interventi educativi privilegiati, con la consapevolezza che soprattutto la semplicità delle relazioni può dare un contributo nella gestione e nel superamento di difficoltà, resistenze ed incomprensioni inevitabilmente emerse. Sussiste comunque la necessità di elaborare strategie educative finalizzate ad un confronto sempre più armonico : ogni momento di vita scolastica assume una propria valenza educativa e concorre alla scansione della giornata secondo ritmi ben precisi, che non lasciano al caso nemmeno le attività routinarie che prevedono il circle-time. Qui, l'osservazione, soprattutto nei casi in cui le barriere linguistiche ostacolano la comunicazione verbale, ma anche l'ascolto, diventano premesse insostituibili che, in un atteggiamento empatico, aprono le porte ad una conoscenza ed un'accoglienza autentiche. Si propongono, inoltre, linguaggi universali : la musica, ricca di potenzialità emozionali e tradizioni culturali, e il gioco, non più inteso solo come strumento per acquisire abilità pratiche, ma che diventi valore aggiunto di una didattica interculturale. In questo senso rappresentano grandi opportunità anche le esperienze di giardinaggio e di cura dell'orto , che permettono la condivisione di prodotti tradizionali. Lo scorso anno, sempre sulla scia di scopi interculturali, la Scuola dell'Infanzia di Crema Nuova, ha concretizzato un progetto culinario che coinvolgesse le famiglie degli alunni iscritti, talvolta diffidenti nei confronti delle proposte: attraverso la cucina, tratto culturale significativo, collaborando ad un ricettario multietnico, si è proposta una visione positiva dell'eterogeneità che caratterizza questa scuola.

Un'avventura di fuoco

“Un'avventura di fuoco”: la quotidianità in contesti così vari e articolati, ma anche il titolo della storia inventata ed illustrata dai bambini di anni cinque della Scuola dell'Infanzia di Crema Nuova. Un percorso creativo, all'interno del progetto d'inclusione “ Giro Giro Giro Mondo... inventiamo una storia fino in fondo ”, il cui clima di condivisione ha contribuito a renderne emotivamente stimolante ogni tappa. La rappresentazione grafica, la drammatizzazione, la musica e l'utilizzo di burattini e marionette sono alcune delle diverse forme di espressione utili al bambino per sprigionare fantasia e creatività e rivelarsi nel gruppo con la propria unicità, per conoscere se stesso ma anche il diverso, rispettandolo. Tante risorse che è complicato rendere opportunità: le fatiche degli insegnanti nel fronteggiare le barriere socio-culturali sono spesso esasperate dai pregiudizi di concittadini che, non solo sottovalutano le risorse di una scuola multiculturale, ma spesso le considerano ostacolo di apprendimento. In questo stesso limite sta la sfida delle scuole multietniche di oggi.

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