Le biblioteche luogo d'incontro e di integrazione

Su "Vita international", Anna Spena intervista Antonella Agnoli, tra le massime esperte di biblioteche in Italia. Le biblioteche, afferma Agnoli, sono diventate negli ultimi anni piazze di democrazie e luoghi d'incontro e di integrazione per eccellenza. 

di Redazione GiuntiScuola · 17 aprile 2016
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Le biblioteche sempre in questi ultimi anni sono diventati luoghi per eccellenza di democrazia e pluralismo, d'incontro reale tra le culture delle persone: "sempre più lo saranno se riusciranno ad entrare nel tempo libero delle persone". Lo afferma Antonella Agnoli intervistata su "Vita International"  da Anna Spena, che raccoglie in un breve e denso articolo alcune esperienze esemplari.

  • A Rozzano per esempio si sta cercando di costruire una biblioteca multiculturale. Agli utenti stranieri è stato chiesto di portare un libro ogni volta che tornavano dal loro Paese. Inoltre, con i fondi di un bando sono stati organizzati corsi di italiano per mamme albanesi, bulgare, filippine, equadoregne, brasiliane. I bibliotecari si sono trasformati in baby sitter dei loro bambini per l'occasione.
  • A Torino, alla Biblioteca Civica Primo Levi, c'è un corso base di lingua e cultura cinese, perché, "non è detto che debbano essere sempre e solo gli altri ad imparare". Ogni sabato, mattino, nei locali della biblioteca si tiene un corso di sostegno scolastico in arabo .
  • A Piave Emanuele è stato creato uno sportello immigrazione, per aiutare i migranti con la burocrazia, dentro la biblioteca comunale.
  • Le biblioteche di Roma hanno un portale dedicato agli immigrati. Grazie al progetto " Biblioteche in lingua " i volumi in lingua straniera aumentano giorno dopo giorno. Anche qui si fanno corsi di italiano per le 24 comunità di migranti che abitano la città: bulgari, polacchi, russi, cinesi, filippini, giapponesi, coreani, iracheni. Contemporaneamente, sono stati attivati corsi in lingua araba, hindi, turco, cinese, persiano, armeno per gli italiani.

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