Insegnare con un metodo o insegnare con metodo?

Oggi il metodo inteso come teoria dell’insegnamento che investe e definisce i vari aspetti della didattica non è più attuale, ma ciò non nega l’importanza di “procedere con metodo”.

di Cristina Peccianti · 13 ottobre 2016
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Metodo come teoria dell’insegnamento

La parola metodo ha più significati e se consideriamo la sua accezione più generale, quella di “metodo” inteso come “procedimento messo in opera seguendo criteri sistematici in vista di uno scopo”, possiamo dire che esso rientra a pieno titolo nella didattica e fa parte dell’agire quotidiano di qualsiasi insegnante. Se invece parliamo di “metodo” come teoria dell’insegnamento, cioè di concezioni, materiali, modelli e azioni strutturate e preconfezionate da seguire rigidamente, il discorso cambia.

La didattica delle lingue straniere è stata in passato particolarmente fertile nella produzione di metodi strutturati , che si sono succeduti nel tempo: metodo grammaticale traduttivo, metodo diretto, comunicativo ecc. Forse ciò è avvenuto perché il grande sogno degli uomini, a partire da diversi secoli fa, è stato quello di apprendere tante lingue diverse, in modo facile e veloce e la grande illusione quella di poter trovare il metodo magico con il quale insegnare tutto a tutti.
Oggi il metodo inteso come teoria globale dell’insegnamento è messo in discussione non solo per il cadere dell’illusione del “metodo magico”, ma anche perché si è capito che non esiste un metodo che sia “il migliore” in sé e per sé e che non può esistere un metodo che vada bene per tutte le situazioni e tutti gli apprendenti, come ben lo dimostra il particolare caso degli alunni stranieri inseriti nei diversi ordini della scuola italiana.

Detto questo non intendiamo affatto sottovalutare l’importanza del “come insegnare” , ma richiamare l’attenzione sul fatto che non è tanto necessario “sposare” teorie metodologiche preconfezionate quanto riflettere attentamente su che cosa distingue una buona metodologia da una cattiva e operare un attento controllo sul nostro agire di insegnanti.
Teniamo presente che la maggior parte delle scelte quotidiane e dei comportamenti che mettiamo in atto con gli alunni, anche quelli che appaiono meno significativi, sono in fondo questioni di metodo.

Metodo come procedimento sistematico

Cerchiamo dunque di mettere a fuoco alcuni principi generali che ci possono servire come input per “procedere con metodo”, cioè in modo sistematico ed efficace.

  1. Innanzi tutto una modalità di insegnamento efficace deve sempre partire dalle conoscenze e competenze che gli alunni già possiedono, tenendo conto anche delle produzioni linguistiche lacunose e semplificate e dell’interiorizzazione di regole grammaticali approssimative. Solo a queste condizioni un apprendimento può risultare significativo , in grado cioè di collegare i nuovi contenuti con le conoscenze e competenze già possedute.
  2. Il modo di insegnare deve sviluppare motivazione . Non basta infatti che un apprendente abbia gli strumenti per poter accedere a ciò che proponiamo, deve anche volerlo fare. Di motivazione si è sempre parlato molto, ma non è così facile alimentarla. Gli interessi degli alunni sono spesso estemporanei e superficiali e ci sono apprendimenti fondamentali che difficilmente trovano riscontro in un interesse spontaneo.
  3. Dobbiamo procedere avendo ben chiaro l’obiettivo finale, la direzione di marcia e le pietre miliari del percorso, rendendo anche i nostri alunni consapevoli di ciò, perché siano coinvolti, cognitivamente ed emotivamente, nel proprio processo di apprendimento. Se l’obiettivo finale è, ad esempio, la gestione dei testi di studio, avanziamo tenendo sempre presenti quali sono le abilità implicate e approfittiamo di tutte le occasioni per svilupparle, evitando attività generiche o fine a se stesse.
  4. È importante programmare il lavoro in modo che i vari contenuti si ripresentino più volte e riprendere più volte le stesse forme, le stesse funzioni, le stesse strutture, facendo in modo da far riemergere con appositi stimoli quello che è rimasto delle lezioni precedenti. Poiché la lingua ha una struttura reticolare dove ciascun elemento è collegato agli altri, possiamo adottare un vero e proprio procedimento a spirale.
  5. Facciamo sì che lo sviluppo delle competenze sia progressivo , sia nella direzione dell’estensione che della profondità. Nello sviluppo di una competenza come quella della lettura e comprensione di testi di diverse tipologie cercheremo, ad esempio, di ampliare progressivamente la varietà tipologica, passando dal narrativo al regolativo, al poetico ecc., ma passeremo nel contempo dai significati globali a quelli analitici, dalle informazioni dirette alle inferenze.