Eroi dei giorni nostri

In occasione del primo maggio, quattro storie di cura e di attenzione da raccontare ai bambini e da ricordare. Sono storie vere di straordinaria umanità: hanno al centro persone che, col loro lavoro e i loro gesti, rendono il mondo migliore. Di Graziella Favaro.

di Redazione GiuntiScuola · 26 aprile 2016
0

REGISTRATI ACCEDI

0
4 min read

La speranza ha due figli:
l'indignazione per la realtà così com'è
e il coraggio di cambiare le cose.
(Agostino di Ippona)

In occasione del primo maggio, quattro storie di cura e di attenzione da raccontare ai bambini e da ricordare. Sono storie vere di straordinaria umanità: hanno al centro persone che, col loro lavoro e i loro gesti, rendono il mondo migliore.

Storie di straordinaria umanità

I bambini, e non solo loro, hanno bisogno di storie. Storie che lasciano il segno, che raccontano il coraggio e insegnano ad affrontare le prove e la realtà. Hanno questo potere  sia le storie epiche e fantastiche, grazie alle quali sognare un mondo migliore, sia le storie comuni e prossime – seppure straordinarie – nelle quali identificarsi.
Per celebrare il primo maggio, ecco quattro storie di uomini e donne straordinari, eppure ordinari: eroi dei giorni nostri, profondamente umani. In comune, queste donne e questi uomini hanno il "fare" concreto, la gratuità, la cura, l'attenzione agli altri e alla cultura . In comune, hanno la speranza, che coniuga insieme l'indignazione per le ingiustizie, le omissioni e le disuguaglianze e il coraggio dei gesti e delle scelte individuali.
Le loro vicende compongono narrazioni brevi, esemplari: anche per questo preziose, da raccontare ai bambini con semplicità. In occasione della festa del lavoro, un ritratto di lavoratori straordinari, per dedizione e passione.

Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa

Da anni Pietro Bartolo è impegnato in prima linea nel salvataggio e nella cura dei migranti che sbarcano o naufragano nella sua isola: Lampedusa. Ha fatto nascere bambini, curato ferite, ricomposto i corpi dei morti, garantito a tutti condizioni igieniche e sanitarie dignitose anche nelle situazioni di emergenza. "Dottor Bartolo, molti la definiscono eroe, lei che cosa dice?", gli hanno chiesto. Ha risposto: “Ma quale eroe, quale eroe… I o sono solo un medico che fa il suo dovere . Quello che dovremmo fare tutti: dare una mano a chi te la chiede. Io faccio quello che è giusto fare, né più, né meno”. L'intervista .

Saber Hosseini, il maestro che porta i libri

Durante la settimana, fa il maestro a Bamyan in Afghanistan. Il sabato e la domenica prende la bicicletta e si arrampica su su fino ai villaggi più remoti per insegnare a leggere e a scrivere ai bambini che non hanno scuole dove andare. Porta loro libri di storie e di avventure che i bambini divorano, torna a riprenderli la settima dopo per distribuirli ad altri bambini e consegnarne di nuovi.Ha detto che il sorriso dei bambini che ricevono i libro è la sua ricompensa. Video su "La Repubblica" .

Khaled Al Assad, l'archeologo di Palmira

Era riuscito negli anni a nascondere centinaia di statue e reperti romani in un luogo sicuro. Nell’agosto del 2015, i terroristi dell’ISIS l’hanno catturato, torturato, ucciso. È la storia di Khaled al Assad , l'archeologo di Palmira, sua città natale che lo studioso ha difeso fino all’ultimo. Detta "la sposa del deserto" per la sua bellezza e ricchezza archeologica, Palmira era patrimonio dell'umanità dell'Unesco. Ricordo di Khaled Al Assad .

Emilia Kamvisi, la nonna di Lesbo

Fare la nonna non è un lavoro, ma Emilia Kamvisi, insieme a Maritsa e Stratia, merita un posto speciale nelle storie da raccontare e da custodire in occasione del primo maggio. Abbiamo visto queste nonne in un’immagine che ha fatto il giro del mondo: allattavano il neonato appena salvato dal naufragio con un biberon recuperato in fretta mentre la mamma si asciugava, riprendeva il respiro e il contatto con la terra. In un'intervista Emilia ha detto: “Siamo pronti ad aprire di nuovo le nostre case e a condividere quel poco che abbiamo. Se non dovessimo avere niente gli regaleremo un abbraccio. Vogliamo vedere ancora i loro sorrisi, ci rendevano orgogliosi e felici”. Intervista .

Graziella Favaro

Questo contenuto è riservato agli abbonati io+, l'offerta Premium di giuntiscuola.it.

Fino al 4 dicembre a metà prezzo!