Cari adulti... ogni piccolo gesto è importante

Una lettera/proposta agli adulti scritta dai bambini di una scuola primaria di Piacenza e una favola africana sull’importanza dei piccoli gesti per stare bene insieme e proteggere la Terra. A cura di Roberto Lovattini.

di Redazione GiuntiScuola · 06 giugno 2017
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Cari genitori e cari adulti che potete fare qualcosa contro l’inquinamento, questa lettera è dedicata a voi.
Siamo i bambini e le bambine della classe seconda A della scuola primaria “Caduti sul lavoro” di Piacenza e abbiamo delle cose da dirvi per cercare di aiutare il mondo.
A noi piace andare a scuola al mattino a piedi con il pedibus e chiacchierare, ma alcuni bambini non vengono perché i genitori non li lasciano. Il pedibus è una specie di autobus, ma non ha il motore, si va a piedi con degli accompagnatori adulti. Il Pedibus è utile perché così non si inquina, serve a conoscere nuovi amici e a imparare a stare meglio con gli altri.
Cari genitori, perché non lasciate venire tutti i bambini al pedibus?
Il fumo delle auto ci fa ammalare e poi stiamo a casa da scuola.
Se non facciamo niente il mondo sarà più brutto e l’ambiente si ammalerà. A scuola facciamo la raccolta differenziata e ci sono dei responsabili che controllano la raccolta di carta, plastica, tappi di plastica e di sughero, pile… A casa però non tutti riusciamo a fare la raccolta differenziata perché non sempre i genitori ci aiutano e qualcuno non ha i contenitori della raccolta differenziata. A casa servirebbero anche i contenitori per l’umido e per l’olio usato per cucinare. In questo modo non porteremmo tutto in discarica e i rifiuti potrebbero avere un’altra vita se li riciclassimo. Per esempio se ricicliamo la plastica si possono fare altri oggetti di plastica.
A volte ci sono delle persone che lasciano dei rifiuti negli ambienti pubblici e buttano le carte dove capita.
Se avete dei rifiuti e non trovate il bidone giusto oppure siete in un posto dove non ci sono cestini o bidoni, raccogliete tutto in un sacchetto e portateli nel bidone più vicino.
Noi ci impegniamo molto per l’ambiente a scuola, ma anche voi adulti dovete fare la vostra parte.
Noi a scuola discutiamo tutti insieme e cerchiamo di risolvere i problemi. Per esempio oggi abbiamo discusso di come teniamo in ordine il nostro materiale scolastico, perché a volte capita che rompiamo le biro o le gomme e roviniamo i libri.
La proposta che vi facciamo è questa: fate anche voi adulti un gioco come facciamo noi con Miglia Verdi. Miglia Verdi è un gioco che dura un mese e in questo mese noi dobbiamo stare attenti a non sprecare l’acqua, l’energia elettrica, il gas e dobbiamo cercare di venire a scuola a piedi. Inoltre dobbiamo cercare di fare bene la raccolta differenziata. Se facciamo bene queste cose, possiamo mettere i bollini verdi e alla fine del mese vediamo quanti bollini abbiamo.
Anche voi potete fare un cartellone con tutte le cose positive che si possono fare per l’ambiente e poi alla sera chiedetevi per esempio se tutti avete spento la luce quando c’era il sole o quando siete usciti dalla stanza.
Se l’avete fatto mettete sì e guadagnate un bollino verde, altrimenti non lo guadagnate. Bisogna essere sinceri e alla fine si vede se si è stati bravi.
Ricordate che tutti insieme si può fare molto per l’ambiente e per la salute di persone, animali e piante.
Un altro consiglio che vi diamo è di cercare di trovare le notizie positive e di scriverle su un cartellone. Noi tutti i giorni scriviamo sui foglietti quando ci aiutiamo o quando qualcuno aiuta gli altri, come, ad esempio, la notizia dei volontari che hanno pulito i parchi oppure quando abbiamo fatto un mercatino per le persone del Burundi. Poi i foglietti li attacchiamo sui cartelloni che appendiamo al muro e tutti possono leggerli.
Vi assicuriamo che le notizie positive ci aiutano a stare meglio e ci fanno venire voglia di fare altre azioni positive. Non pensate però che siamo solo dei bambini sognatori.
Se tutti facessimo una piccola cosa positiva, si potrebbe fare tanto. Per aiutarvi a capire vi regaliamo una favola africana che a noi è piaciuta molto: «Il piccolo colibrì».
Cari adulti, speriamo di avervi convinti. Se qualcuno vuole può risponderci o dare suggerimenti. Un saluto a tutti.

Classe seconda A Scuola Primaria Caduti sul lavoro
IV° Circolo Didattico di Piacenza

Il Piccolo Colibrì

Un giorno nella foresta scoppiò un grande incendio. Di fronte all'avanzare delle fiamme, tutti gli animali scapparono terrorizzati mentre il fuoco distruggeva ogni cosa senza pietà.
Leoni, zebre, elefanti, rinoceronti, gazzelle e tanti altri animali cercarono rifugio nelle acque del grande fiume, ma ormai l'incendio stava per arrivare anche lì.
Mentre tutti discutevano animatamente sul da farsi, un piccolissimo colibrì si tuffò nelle acque del fiume e, dopo aver preso nel becco una goccia d'acqua, incurante del gran caldo, la lasciò cadere sopra la foresta invasa dal fumo. Il fuoco non se ne accorse neppure e proseguì la sua corsa sospinto dal vento.
Il colibrì, però, non si perse d'animo e continuò a tuffarsi per raccogliere ogni volta una piccola goccia d'acqua che lasciava cadere sulle fiamme.
La cosa non passò inosservata e ad un certo punto il leone lo chiamò e gli chiese: "Cosa stai facendo?". L'uccellino gli rispose: "Cerco di spegnere l'incendio!".
Il leone si mise a ridere: "Tu così piccolo pretendi di fermare le fiamme?" e assieme a tutti gli altri animali incominciò a prenderlo in giro. Ma l'uccellino, incurante delle risate e delle critiche, si gettò nuovamente nel fiume per raccogliere un'altra goccia d'acqua.
A quella vista un elefantino, che fino a quel momento era rimasto al riparo tra le zampe della madre, immerse la sua proboscide nel fiume e, dopo aver aspirato quanta più acqua possibile, la spruzzò su un cespuglio che stava ormai per essere divorato dal fuoco.
Anche un giovane pellicano, lasciati i suoi genitori al centro del fiume, si riempì il grande becco d'acqua e, preso il volo, la lasciò cadere come una cascata su di un albero minacciato dalle fiamme.
Contagiati da quegli esempi, tutti i cuccioli d'animale si prodigarono insieme per spegnere l'incendio che ormai aveva raggiunto le rive del fiume.
Dimenticando vecchi rancori e divisioni millenarie, il cucciolo del leone e dell'antilope, quello della scimmia e del leopardo, quello dell'aquila dal collo bianco e della lepre lottarono fianco a fianco per fermare la corsa del fuoco.
A quella vista gli adulti smisero di deriderli e, pieni di vergogna, incominciarono a dar manforte ai loro figli. Con l'arrivo di forze fresche, bene organizzate dal re leone, quando le ombre della sera calarono sulla savana, l'incendio poteva dirsi ormai domato.
Sporchi e stanchi, ma salvi, tutti gli animali si radunarono per festeggiare insieme la vittoria sul fuoco.
Il leone chiamò il piccolo colibrì e gli disse: "Oggi abbiamo imparato che la cosa più importante non è essere grandi e forti ma pieni di coraggio e di generosità. Oggi tu ci hai insegnato che anche una goccia d'acqua può essere importante e che «insieme si può» spegnere un grande incendio. D'ora in poi tu diventerai il simbolo del nostro impegno a costruire un mondo migliore, dove ci sia posto per tutti, la violenza sia bandita, la parola guerra cancellata, la morte per fame solo un brutto ricordo".


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