A tutto RAV

La scuola dell’infanzia non è "figlia di un RAV minore". Per questo occorre partecipare alle consultazioni nazionali sulla bozza per l’autovalutazione, anche al prezzo di lottare contro il tempo che, stavolta, è davvero tiranno. 

di Redazione GiuntiScuola · 05 settembre 2016
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Una lunga attesa

Il tema dell’autovalutazione e della valutazione delle scuole, tenuto anni fa decisamente in disparte, ha subito in questi ultimi tempi una evidente accelerazione, prima con il DPR 80/2013 e le norme relative (vedi la Direttiva Ministeriale 11/2014 e la Circolare Ministeriale 47/2014 ), poi con la recente legge 107/2015, che converge il focus sui soggetti erogatori del servizio (vedi la valutazione dei Dirigenti scolastici e dei docenti neoassunti e l’istituzione del fondo per la valorizzazione del merito).
La scuola dell’infanzia è rimasta finora ai margini di questi processi . Per proseguire nella metafora automobilistica, per un po’ è stata... ferma ai box. La nota MIUR n. 829 del 27 gennaio 2016 ha in parte colmato questa distanza, divulgando il Rapporto di Autovalutazione per la scuola dell’infanzia, chiamato per brevità “RAV infanzia” e destinato prioritariamente alle le scuole dell’infanzia “mono ordinamentali”, cioè non comprese in una istituzione scolastica insieme ad altri ordini e gradi di scuola . In realtà anche le scuole dell’infanzia statali inserite in direzioni didattiche e in istituti comprensivi avevano avuto nel RAV ufficiale e nei suoi 49 indicatori un ruolo marginale, se non addirittura nullo.

La grande scuola dei piccoli

Non che si sentisse la mancanza di uno strumento altamente strutturato e organico come il RAV, tuttavia si percepiva a livello istituzionale uno scollamento con il sistema di istruzione , come se la scuola dell’infanzia non fosse del tutto appartenente al mondo della scuola, in virtù, forse, anche della sua non obbligatorietà. In realtà scuola lo è, eccome. Ad ogni modo, gli scopi dichiarati della citata nota 829 erano quelli di offrire a tutte le scuole dell’infanzia uno strumento che tenesse conto della specificità di questo segmento del percorso scolastico e di attivare un esteso dibattito pubblico, al fine, da un lato, di rendere espliciti i fattori di qualità che caratterizzano le nostre migliori scuole dell’infanzia, dall’altro di incoraggiare e sostenere il miglioramento del primo, fondante gradino della nostra scuola.

Il questionario

La nota di gennaio preannunciava due modalità sperimentali di valutazione: una consultazione online e una sperimentazione sul campo da parte di un ristretto gruppo di scuole. Ora, a otto mesi di distanza, la consultazione è finalmente ai blocchi di partenza. La nota 9644 del 25 agosto 2016 , a firma Carmela Palumbo, comunica infatti il questionario di consultazione a risposte chiuse, affidato all’INVALSI, accessibile dal 15 al 30 settembre 2016 e anticipato da un allegato in formato pdf per farne oggetto di conoscenza, approfondimento e discussione prima della sua compilazione formale.

Si tratta di una trentina di quesiti su aspetti di merito del RAV infanzia, con alcuni spazi per considerazioni o osservazioni libere sul testo, della lunghezza massima di 300 caratteri.
La struttura del questionario riprende quella del RAV infanzia, che a sua volta ricalca in larga misura (anche troppo) il RAV attualmente in uso , con l’articolazione nelle medesime aree: contesto – esiti – processi. Ci sono domande di carattere generale sul documento, sugli indicatori, sulle rubriche di valutazione e sul processo di autovalutazione.

Tempi e tempo

L’INVALSI prevede un impegno di circa trenta minuti per la compilazione. Non è detto che sia così. Noi insegnanti di scuola dell’infanzia abbiamo imparato ad accelerare, ma conosciamo profondamente il valore della lentezza, della pausa, della sedimentazione . Il mio consiglio è quello di riflettere a lungo, di soppesare e di ponderare le risposte, atteggiamento pedagogico di cura educativa che ci ha sempre contraddistinti nei confronti dei bambini e che deve permearci anche in questa occasione, maggiormente istituzionale. Serviranno più di trenta minuti? Forse. Ma non sarà tempo perduto. Quello che si si scriverà nel RAV dovrà davvero delineare l’identità e le caratteristiche della scuole, fare emergere peculiarità, talenti, tratti distintivi. Cerchiamo pertanto di indirizzare gli estensori del documento, indicando loro le direzioni più adeguate e rispondenti alla nostra idea di scuola, nella convinzione che ogni contributo, sia pur singolo, potrà essere decisivo. Perché nel RAV noi e le nostre scuole dovremo riuscire a riconoscerci.

Le tappe principali

La consultazione e la successiva sperimentazione prevedono in successione diverse fasi. Queste, in ordine cronologico, le tappe principali, che riguardano in prima battuta gli uffici di segreteria, poi i docenti, i dirigenti, i coordinatori:

  • richiesta di conferma dei dati anagrafici della scuola da parte dell’INVALSI: entro il 5 settembre. Le scuole che non hanno ricevuto la mail entro tale data devono comunicarlo all’INVALSI;
  • conferma dei dati anagrafici da parte delle scuole;
  • invio da parte dell’INVALSI del link da cui accedere alla consultazione: entro il 14 settembre;
  • accreditamento da parte delle singole istituzioni scolastiche con le credenziali inviate da INVALSI;
  • compilazione del questionario: dal 15 al 30 settembre;
  • analisi da parte dell’INVALSI dei dati della consultazione e predisposizione di una seconda versione del RAV, concordata con la Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione;
  • sperimentazione del RAV da parte di un campione mirato di scuole: a.s. 2016/17;
  • diffusione del RAV in tutte le scuole: a partire da settembre 2017.

La parola alle scuole

Opinione di chi scrive è che sarebbe stato meglio partire a suo tempo se, non proprio dalla pole position, almeno dalla prima fila. Le scuole dell’infanzia comprese negli istituti comprensivi, nelle direzioni didattiche avrebbero infatti potuto dare un significativo contributo di qualità nel RAV ufficiale che tutte le istituzioni hanno compilato e pubblicato in “ Scuola in chiaro ”. Il momento di esprimere le proprie idee e le proprie convinzioni è comunque arrivato.
Auspico pertanto un’ampia, diffusa e convinta partecipazione di tutte le scuole: statali, comunali, paritarie. La compilazione vera e propria potrebbe essere preceduta da momenti di scambio e di confronto , siano essi i momenti di inizio anno che gli insegnanti dedicano alla formazione, alla progettazione, alla documentazione, oppure una serie di incontri capillari sul territorio, anche fra gestioni diverse, nei quali aprire un dialogo franco e sincero, o addirittura entrambe le modalità partecipative. L’importante sarà arrivare alla compilazione con un “serbatoio” di conoscenze e di elementi di valutazione in grado di accrescere la consapevolezza della propria identità , delle proprie caratteristiche, dei propri punti di forza e delle proprie criticità, in una prospettiva di miglioramento continuo, virtù che la scuola dei piccoli ha sempre dimostrato di possedere.
Per mostrare a tutti che la scuola dell’infanzia non è figlia di un RAV minore, ma anzi primo e fondante gradino della scuola di base, luogo lieve e al tempo stesso potente in cui si costruiscono le basi autentiche dei saperi e degli apprendimenti.

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