Ieri "Uova strapazzate", oggi Yesterday

Musica

Ieri "Uova strapazzate", oggi Yesterday

La storia della famosa canzone dei Beatles

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Yesterday (Lennon-McCartney)

  • McCartney: voce, chitarra acustica
  • Tony Gilbert: primo violino
  • Sidney Sax: secondo violino
  • Kenneth Essex: viola 
  • Francisco Gabarro: violoncello
     
  • Registrazione 14 e 17 giugno 1965
  • Produttore George Martin
  • Fonico Norman Smith
  • UK 6 agosto 1965 (LP Help!) 
  • USA 13 settembre 1965 (singolo; lato A: Act Naturally)
  • IT 28 settembre 1965 (LP Aiuto!)

È la canzone pop che vanta il maggior numero di cover nel mondo? Sì, secondo il Guinness Book Of Records. Vero o no che sia – e probabilmente bisognerebbe conoscere i criteri precisi con cui è stata stilata la graduatoria –, Yesterday è certamente una canzone celeberrima. Non a caso nel 1980 John, intervistato da David Sheff, la commentò a modo suo.

Lennon: “Nei ristoranti la suonano sempre. Yoko e io, in Spagna, abbiamo persino autografato lo strumento a un violinista che girava per i tavoli suonando Yesterday. Non siamo riusciti a spiegargli che la canzone non l’ho scritta io. D’altra parte, poveretto, mica poteva girare fra i tavoli suonando I Am The Walrus, no? Ricevo continuamente elogi per Yesterday, ma quella è la canzone di Paul. Ben fatta. Bellissima. E non ho mai desiderato di averla scritta io. Un paio di frasi della canzone dimostrano che Paul è un buon autore di testi, ma il fatto è che il testo di Yesterday non va da nessuna parte. Anche così, comunque, è un testo efficace. Però, se lo leggi per intero, ti rendi conto che non dice niente, non spiega cos’è successo. Lei se n’è andata e lui si augura che oggi sia ancora ieri, questo è quanto, ma non c’è una conclusione. Del resto, anche le mie erano così...”.

In realtà Yesterday era rimasta un po’ per traverso, a John, che quando decise di attaccare Paul in canzone (con How Do You Sleep, uno dei brani del suo secondo album solista dopo lo scioglimento dei Beatles, Imagine, 1971) non mancò di ritornare sull’argomento: “L’unica cosa che hai fatto è Yesterday – e da quando te ne sei andato sei solo Another Day” dice il testo della canzone, giocando sui due titoli (il secondo è quello del 45 giri del debutto da solista di McCartney, uscito il 19 febbraio 1971 – qualcuno la ribattezzò Eleanor Rigby in New York).

Paul, da parte sua, di Yesterday è sempre andato comprensibilmente orgoglioso. McCartney: “Mi piace non solo perché è stata un grande successo, ma perché è una delle canzoni che ho scritto più istintivamente. Quando stai cercando di scrivere una canzone accade a volte che ne cogli l’essenza, ed è già tutta lì. È come un uovo, che viene deposto senza una crepa, senza una fessura”.

Paul ha raccontato spesso (e volentieri) la nascita della canzone, avvenuta in Wimpole Street, nella casa dei genitori della fidanzata Jane Asher, in cui era ospite fisso. McCartney: “Abitavo in una specie di piccolo appartamento nell’attico ed ero riuscito a farci entrare un pianoforte. Molto artistica, come situazione. Su quel piano ho trovato gli accordi di Yesterday, una mattina appena sveglio. L’avevo sognata durante la notte. La mattina mi sono svegliato con quella melodia in testa e ho pensato: ‘Ehi, forte questa canzone; non la conosco, oppure sì?’. Era una specie di melodia jazz. Mio padre ne suonava un sacco, di canzoni jazz; pensavo che forse era un ricordo del passato. Mi sono seduto al piano e ho cercato gli accordi per suonarla, e per aiutarmi a ricordare la melodia ho usato alcune parole che suonassero giuste col fraseggio. Dicevano: ‘Scrambled eggs, oh, my baby, how I love your legs...’. Poi ho cominciato a farla ascoltare in giro a tutti i miei amici, chiedendo loro che canzone fosse: ‘La conosci? È una melodia carina, ma non credo di averla scritta io, perché me la sono sognata’, e non mi era mai successo di creare una canzone in quel modo. Ma nessuno la identificava, nemmeno [la cantante] Alma Cogan, che le canzoni le conosceva tutte. Era come riportare un oggetto smarrito alla polizia. Pensai che se nessuno la reclamava dopo qualche settimana, allora potevo tenerla”.

[...]

Il 1° aprile 1994 su un newsgroup di fan della musica dei Beatles apparve il seguente post: “Qualcuno ha chiesto il testo di Scrambled Eggs, la canzone che divenne poi Yesterday. Ho cercato nella mia copia di Things He Said Today, il libro di memorie di Jane Asher, nella quale ho trovato il testo che segue, così commentato dall’autrice: ‘Non credete alla frase in cui dice che gli piacciono le mie gambe. È una stronzata. Le mie gambe sono orrende’”.

Scrambled eggs
Have an omelet with some muenster cheese. 
Put your dishes in the washbin please 
so I can clean the scrambled eggs. 
Join me, do 
There are lots of eggs for me and you 
I’ve got ham and cheese and bacon too
so go get two and join me, do. 
Fried or sunny-side 
just aren’t right. The mix-bowl begs. 
Quick – go get a pan 
and we’ll scramble up some eggs, eggs, eggs, eggs. 
Scrambled eggs 
Good for breakfast, dinnertime or brunch 
Don’t buy six or twelve – buy a bunch  
and we’ll have lunch 
on scrambled eggs.

Il libro bianco dei Beatles

La storia e le storie di tutte le canzoni

Questo libro si prende cura di tutte le canzoni Beatles ufficialmente edite nel corso della favolosa storia dei Favolosi, dal 1962 al 1969 (più le appendici di ''Anthology''): non solo quelle di Lennon e McCartney, proprio tutte, cover comprese - per un totale di 215. Di ogni brano si raccontano per esteso la genesi, la storia, la fortuna o sfortuna, con aneddoti poco raccontati e, soprattutto, le dichiarazioni dei protagonisti. C'è anche una lunga scheda introduttiva che racconta la ''preistoria'', cioè i Beatles giovani e ancora sconosciuti, che per sbarcare il lunario accettavano ingaggi da fame in terra tedesca: uno dei luoghi più affascinanti e meno raccontati della favola Beatles.

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