The Wall

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The Wall

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pink floydIl disco più famoso dei Floyd, THE WALL, è opera quasi esclusiva di Waters, che qui porta a sublimazione tutte – ma proprio tutte – le ossessioni della sua vita in un maestoso e lugubre affresco sull’alienazione umana, poi reso a meraviglia anche dall’omonima pellicola. Come già sperimentato in passato, il disco si sviluppa intorno a un tema conduttore che riaffiora più volte lungo le quattro facciate, che contengono meno elettronica e più concretezza rock, umori un po’ foschi, alienazioni a ritmo di marcia. Contro questo ingombrante muro pinkfloydiano si spezza definitivamente l’equilibrio interno, che scricchiola vistosamente già da qualche tempo.

[...] Per quel che riguarda la fase uno, cioè il disco, la difficoltà di mettere in musica le monumentali idee di Waters (ha materiale per sei facciate) richiede l’ingaggio di un produttore esterno (il canadese Bob Ezrin) e di un arrangiatore (Michael Kamen), con ruoli addirittura più impegnativi di quelli degli altri tre Floyd. [...].

Il risultato è l’indiscusso opus magnum di Waters, grandioso, eccessivo, alla lunga anche un po’ opprimente. Dentro si ritrovano tutta la sua arte e tutta la sua vita, nemmeno troppo celata dietro la metafora di una rockstar, Pink, che affronta una pro­fonda crisi personale ripercorrendo le tappe della propria esistenza, e costruendo intorno a sé un muro protettivo in cui ogni mattone rappresenta uno dei molti motivi della sua sofferenza. Innumerevoli i riferimenti chiaramente biografici (la morte del padre, l’amico Barrett, madri, mogli, insegnanti), comunque sempre rivolti contro le istituzioni in generale.

[...] Rimane tuttora il disco più ambizioso, pretenzioso, ingombrante e celebre dei Pink Floyd ma, rispetto per esempio a DARK SIDE, sconta colpe che ricadono tutte su Waters: è invecchiato più di altri, pesante all’ascolto, e non trasmette piacere, anzi richiede un certo sforzo per arrivare alla fine. DARK SIDE rimane ancora oggi il disco perfetto, THE WALL solo il più famoso, soprattutto per le nuove generazioni.

Ambizioni smodate, si è detto. Approdato alla fase due, cioè a quella concertistica, il progetto si scontra con nuovi problemi logistici: lo show è di una grandiosità senza precedenti, per i Floyd ma anche per il rock, il culmine di quell’idea di sound & vision, cioè musica e immagini, che il gruppo porta avanti sin dagli esordi. Tanto per fare qualche esempio, vengono sistemati altoparlanti anche sotto le poltrone in sala, e il tema del “wall” viene riproposto sul palco con la costruzione di un enorme muro di mattoni in cartone, abbattuto alla fine del concerto; e poi un bombardiere Stuka in picchiata, il maiale volante, le consuete proiezioni sullo sfondo e i giganteschi pupazzi “cattivi” di Scarfe, in rappresentanza degli elementi di disturbo della vita (madri, mogli e insegnanti). Perciò lo spettacolo viene organizzato soltanto in grandi spazi chiusi (non negli stadi, che comunque Waters odia da tempo), con più concerti in uno stesso luogo invece che cambiando continuamente come in un classico tour itinerante, che richiederebbe enormi spese di trasporto.

Alla fine il tour di The Wall farà soltanto tre tappe: alla Sports Arena di Los Angeles e al Nassau Coliseum di New York (in febbraio), e all’Earls Court di Londra (agosto). [...]

Soltanto terzo nelle classifiche inglesi, l’album raggiunge il numero uno negli Stati Uniti, nonostante qualche problema di censura per via dei contenuti antisistema e delle accuse di sfruttamento dei bambini della Islington Green School, che cantano nel coro di Another Brick In The Wall. Negli anni diventerà il terzo album più venduto di tutti i tempi. 

[...] La fase tre, quella cinematografica, arriverà nel 1982...

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Pink Floyd

Un nuovissimo atlante musicale pieno zeppo di informazioni, foto, cover. Una cronologia completa, dall'Ufo Club al Live 8, dai Sigma 6 alla morte di Barrett, con tutti gli avvenimenti più importanti in studio, sul palco, nella vita. Tutti gli album ufficiali recensiti e valutati, oltre ai più significativi documenti video. ''Chi di voi è Pink?'': le produzioni solistiche e i progetti speciali di Syd Barrett, Roger Waters, David Gilmour, Nick Mason e Rick Wright. I libri fondamentali.

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