Magnifica Babele: i bambini diventano "libri viventi" in tante lingue

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Magnifica Babele: i bambini diventano "libri viventi" in tante lingue

Per un giorno i bambini sono diventati “libri viventi”, hanno occupato una piazza con un carrello pieno di libri e hanno raccontato ai passanti fiabe, storielle, leggende, modi di dire… in tante lingue. Il racconto dei genitori dell'I.C. Cadorna di via Dolci, Milano.

carrello

Le nostre lingue in piazza

“Come si fa a partecipare?” Risponde una bambina sorridente, mulinando gli indici ai lati delle orecchie: “Hai presente queste? Noi raccontiamo una storia, e tu ascolti!”

In fondo Magnifica Babele, la nostra ultima iniziativa affiliata a Bookcity 2016, la grande manifestazione che Milano dedica ai libri, era questa: i nostri bambini, in veste di libri viventi, hanno invaso un angolo di piazza De Angeli, e donato ai passanti frammenti di letteratura del mondo.

Dall’idea iniziale, ovvero “proporre una brano di libro del vostro Paese d’origine”, si sono aggiunte anche fiabe, miti, articoli di giornale, storielle inventate, narrazioni orali, leggende metropolitane, massime morali e chi più ne ha più ne metta. E’ una delle peculiarità della nostra scuola: le iniziative di trasformano e si adattano lungo il cammino, ma sempre agendo col principio di inclusione; l’iniziativa era tutta nostra, e la magnifica torre poteva benissimo trasformarsi in una piramide… perché no?

Così abbiamo constatato con molto interesse che il rapporto con una lingua di riferimento emotiva, è fatto del tutto personale: la maggioranza dei bimbi di seconda generazione, considera come lingua del cuore l’italiano, e con l’italiano diversi hanno voluto partecipare! La varietà dei testi raccolti ci ha poi svelato un altro fatto imprevisto: non per tutti la parola scritta è al centro della cultura! Dobbiamo ancora una volta considerare la complessità identitaria di queste famiglie, e di quanto non siano riducibili ai nostri pregiudizi, per quanto illuminati e politically correct essi siano!!

Una polifonia di voci 

Ed eccoci, sabato 19 novembre, davanti al cancello della scuola: 18 libri parlanti previsti e pronti per l’occasione, tantissimi accompagnatori e – come spesso succede – anche tanti bambini desiderosi di trovarsi un ruolo di appoggio all’iniziativa (distribuire gli inviti al nostro open day, regalare i segnalibri e gli altri gadget da noi creati per l’occasione, fermare i passanti, dividersi un testo con un altro… I nostri non li ferma nessuno quando vogliono partecipare!).
Molto emozionati, arrivati in piazza, noi adulti non potevamo che stare a vedere ed eventualmente supportare i bambini, ma i bambini… – tanti piccoli omini Michelin contenuti in magliette, create apposta per l’evento, taglia large sopra a giacche e piumini – i bambini, che temevamo potessero essere timidi e impacciati, avevano capito benissimo il loro ruolo e per un’ora sono stati assoluti protagonisti…

La piccola Giada, con un brano in napoletano di De Filippo, ha una forza e una convinzione che affascinano l’ascoltatore, mentre Gianna – che ha scelto di declamare attraverso la voce di due amiche adulte – una nell’antica lingua persiana, il farsi, e una in tedesco – si è spinta fino a dentro il negozio di tappetti orientali (grazie direi, a una logica stringente!); Francesco, che a essere onesti è un ex alunno, non ha avuto esitazioni a mettersi la maglietta, ha declamato l’incipit della Divina Commedia a passanti esterrefatti, mentre Marco e Asad – perfetta coppia bianca e nera – non sappiamo come né perché ma tra il genovese di levante e l’eritreo tigrina hanno ricevuto compensi in denaro… Amin, spesso monello, non aveva testi pronti, ma nel nostro carrello magico c’erano anche alcuni libri, ed allora eccolo in giro a regalare libri a passanti sempre più stupiti dalla generosità di questi bambini. La deliziosa Aisha sa a memoria in arabo tutta la fiaba che aveva preparato e la declama con grande sicurezza, mentre l’arabo di Hamed è meno fluido ma pur sempre affascinante…

Dopo un’ora li abbiamo portati via a forza dalla piazza; non avevamo più niente da regalare – né traduzioni, né gadget, né libri, né inviti; tantomeno il manifesto dell’iniziativa come qualche passante ci ha chiesto!
La missione era conclusa: abbiamo costruito insieme una Magnifica Babele che speriamo abbia raggiunto i nostri ascoltatori, raccontando molto di noi e della realtà della nostra scuola.

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