Da Lampedusa all’Italia: una biblioteca per tutte le bambine e i bambini

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Da Lampedusa all’Italia: una biblioteca per tutte le bambine e i bambini

Il progetto IBBY Italia a Lampedusa ha portato alla costituzione di una Biblioteca Ragazzi, alla presenza di ottimi libri e alla formazione e aggiornamento su libri e lettura per ragazzi, sia per gli abitanti dell’Isola che per gli operatori del centro di accoglienza. Pratiche da diffondere e da pretendere in tutto il paese.

facciata biblioteca nuova

Come accennato all’inizio di questo nuovo percorso con Sesamo, l’immagine che ho scelto è quella della tessera della Biblioteca che verrà, disegnata per Ibby da Franco Matticchio.
È una biblioteca simbolo, che si sta concretizzando proprio mentre scrivo questo post. Anche se è un progetto che ha radici lontane e ha impiegato diversi anni per realizzarsi.
Le radici lontane sono quelle alla base di Ibby, International Board on Books for Young People, fondata da Jella Lepman in Svizzera nel 1953. Dopo aver lavorato per la costituzione della più grande Biblioteca Internazionale dei Ragazzi, nella Germania post-nazista Lepman decise che c’era bisogno di grande attenzione e lavoro da parte di tutto il mondo sulla educazione alla lettura rivolta ai più piccoli. Perché crescessero con menti ben nutrite, come disse Eleanor Roosevelt quando accolse il progetto.
Da qualche anno anche l’Italia è tornata tra i paesi che fanno parte di Ibby. Grazie ad un gruppo di enti e associazioni e ai soci che via via si sono iscritti, per riportare il nostro paese ad un importante tavolo internazionale, senza il quale ad esempio i nostri autori non potrebbero essere selezionati per l’Andersen Awards, il “Nobel” della letteratura e delle illustrazioni per ragazzi.
Questi gli obiettivi di Ibby, del quale fanno parte ad oggi 75 paesi:

  • Promuovere la cooperazione e la comprensione internazionale attraverso i libri per bambini e ragazzi.
  • Difendere la possibilità di accesso a libri di grande qualità artistica e letteraria per i bambini in ogni luogo del mondo.
  • Stimolare la ricerca e lo studio della letteratura per l’infanzia, la produzione e la promozione dei libri per bambini e ragazzi.
  • Incoraggiare la pubblicazione e distribuzione di libri di alta qualità artistica, letteraria, grafica, editoriale per bambini e ragazzi, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.
  • Sostenere la formazione professionale e la cultura di chi lavora quotidianamente con i bambini, i ragazzi e la letteratura per l’infanzia.
  • Proteggere e sostenere i diritti del fanciullo, secondo la Convenzione delle Nazioni Unite

Libri per l'isola dell'accoglienza

Sappiamo bene, noi qui che scriviamo e leggiamo Sesamo, che la lettura allena il pensiero critico e che l’analfabetismo non è solo un problema nei paesi in via di sviluppo ma anche, sempre di più, delle nazioni industrializzate. E che i buoni libri offrono ai bambini una più ampia conoscenza degli altri, delle altre culture e paesi, delle loro tradizioni e valori; che possono favorire il confronto positivo tra le nazioni e incoraggiare la pace e la tolleranza.
Ci sono voluti diversi anni di lavoro da quel 2012, anno in cui è stato presentato e accolto il progetto per una Biblioteca per ragazzi a Lampedusa alla assemblea di Ibby internazionale a Londra. Anni in cui si si sono succeduti Ibby Camp con volontari da tutta Italia e non solo, incontri, si sono create relazioni e avviati studi perché in quell’isola fosse sostenuta “la possibilità di accesso a libri di grande qualità artistica e letteraria per i bambini”.
Lampedusa, per l’Italia e per il mondo intero è l’isola degli sbarchi. L’isola di Fuocammare, l’isola della misericordia. L’Isola dove l’emergenza dura da oltre vent’anni. Troppi.
L’Isola che si presta a purtroppo a kermesse mediatiche, che è stata a volte oggetto di progetti inutili e di narrazioni non sempre di qualità, con l’obiettivo magari di essere edificanti.
Lampedusa è anche l’isola del bel mare, delle vacanze, dei localini e del buon cibo.
Lampedusa è isola di accoglienza, in tanti sensi.
A Lampedusa arrivano con i barconi molti minori, spesso non accompagnati. Nello spirito di Jella Lepman e di Ibby, quei minori dovrebbero essere accolti anche con i libri. Libri per confortare, per parlare, per rendere meno drammatica e più umana la situazione in cui si trovano, libri per nutrire la mente, certamente terrorizzata e attonita.
Ma a Lampedusa ci sono anche oltre 1000 minori su 6000 abitanti. Bambine e bambini, ragazze e ragazzi che vanno a scuola: dalla materna al liceo. E – come spesso purtroppo capita nel nostro paese – senza né biblioteche né librerie. Tablet, internet – e tutti gli annessi e connessi – sì. Sale gioco, sì. Ma gli unici libri esistenti fino a quel 2011, anno in cui è arrivata la libreria Itinerante Ottimomassimo , erano quelli scolastici e poco altro.

I migliori "senza parole"

Dopo il via di Ibby Internazionale ha accolto al progetto di Ibby Italia è stata avviata una raccolta dei migliori libri senza parole, magnifici albi illustrati che ogni anno vengono inviati in 3 copie a Ibby Italia: per Lampedusa, per il fondo Ibby Italia al Palazzo delle Esposizioni – Scaffale d’arte e per una mostra itinerante in Italia e nel mondo, che si rinnova ogni anno.
Questi libri rendono possibile una relazione con i minori che arrivano a Lampedusa per mare, e sono il centro di una formazione che verrà proposta agli operatori del Centro di Accoglienza. In questi anni, non senza fatica, Ibby è riuscita a farli arrivare al Centro e far sì che venissero sfogliati e raccontati, alle bambine e ai bambini ospitati.
Ma non bastava. Perché rimanevano quegli oltre mille ragazzini, lampedusani, senza libri. Si sono attivate le pratiche per la ricerca di una sede per una vera e propria Biblioteca. Grazie alla Sindaca Giusy Nicolini e alla sua giunta, è stata individuata la sede, in via Roma 34 e allestita da Ibby Italia, in attesa di un progetto di ristrutturazione che è stato donato dalle architette di ArchEnjoy.

Sono stata a Lampedusa la prima volta nel 2013. Faccio un mestiere che a volte mi sembra inutile. Fare libri.
La fila dei bambini delle elementari, in attesa che alle otto del mattino la biblioteca venisse aperta per il prestito (e le chiacchiere, le domande, i saluti...) mi ha fatto sentire meravigliosamente utile. Così come gli incontri con i ragazzi delle scuole superiori, che volevano prendere parte al lavoro della biblioteca, esserne partecipi.
Incredibile come questi ragazzini abituati a tablet e smartphone avessero trovato nei libri e nella biblioteca territori entusiasmanti, territori da desiderare, territori da pretendere.

Uscire dall’emergenza

Sul lavoro fatto a Lampedusa, a marzo uscirà il libro di Elena Zizioli, con il contributo di Giulia Franchi – pubblicato da Sinnos - per raccontare come i libri per bambini e ragazzi siano tra gli strumenti più potenti per trasformare un contesto a rischio di marginalità, profondamente caratterizzato dai flussi migratori, in un’opportunità educativa. E per offrire una pratica di lavoro percorribile e che possa essere esportata anche in altri territori per promuovere la crescita delle comunità e l’inclusione dell’altro, perché i confini non siano più motivo di separazione, ma luoghi di incontro tra esperienze e culture. Per raccontare come sia possibile aver lasciato quei ragazzini scoraggiati e di “soli”, in quel novembre 2013, per ritrovarli a novembre 2015, nel mio secondo campo, diversi: capaci di autogestire la biblioteca, capaci di parola determinata, esigenti, allegri, non più soli. Lo diciamo tante volte che leggere fa bene. Vedere i benefici dei libri e della lettura è illuminante. La storia è continuata, i ragazzi – grazie al Salone del libro di Torino e al Bookblog nel 2016 hanno avuto Fabio Stassi, autore “adottato e hanno partecipato al Salone del Libro di Torino.
Ora, in questo novembre 2016, si svolge l’ultimo camp. Con la biblioteca finalmente pronta, che verrà inaugurata presto. E con la costituzione di un comitato Ibby Lampedusa. Che gestirà le attività sui libri e la lettura, ormai in maniera autonoma, in sinergia con Ibby Italia.
Perché Lampedusa è un simbolo di una trasformazione, lenta ma mi auguro inesorabile, dovuta all’arrivo “di libri di alta qualità artistica, letteraria, grafica, editoriale” in un territorio dove non si erano mai visti. E da Lampedusa bisogna partire, perché c’è molto da fare, troppi bambini e ragazzi nel nostro paese non hanno accesso alla buona lettura. Anche per questo, lo scorso anno, è stato inaugurato il Centro Studi Internazionale di Ibby sulla letteratura per l’infanzia, con prima sede proprio sull’Isola.
Lampedusa può quindi essere traccia di percorso, come sarà indicato del testo della Zizioli, e come viene raccontato in uno dei capitoli del libro in uscita per Bologna 2017 di Marcella Terrusi Meraviglie mute. libri senza parole e letteratura per l'infanzia. Storia genealogie studi esperienze e poetiche edito da Carocci.
Vogliamo che Lampedusa esca dall’emergenza, in tutti in sensi e che, insegnanti e ragazzi soprattutto, possano consolidare e avviare esperienze nuove a partire dalla loro Biblioteca: diventando magari porta dell’Europa e del mondo alla letteratura per ragazzi.
E intanto Ibby potrà muoversi anche altrove, segnalando e stanando quei luoghi senza accesso ai libri, poveri di contenuto, di pensiero e possibilità e ricchi di ignoranza e razzismi.
Questo, un governo lungimirante, dovrebbe evitarlo proponendo pratiche concrete e consolidate di educazione alla lettura, a partire dalla lettura nelle scuole: non eventi ma normalità.
Uscendo dall’emergenza, appunto.

 

Per saperne di più

Guarda il video In Attesa Della Biblioteca Per Bambini E Ragazzi Di Lampedusa.

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