Natale: tanti modi per prepararsi al suo arrivo…

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Natale: tanti modi per prepararsi al suo arrivo…

Parlarne in una classe multiculturale non è così semplice, anche se si può trovare il modo perché nessuno si senta escluso. Di Angela Maltoni

natale terza

Un calendario per creare l’attesa di un giorno speciale

Il periodo natalizio – a prescindere dalla provenienza geografica e dalla religione – suscita in tutti i bambini emozione, felicità ma soprattutto attesa. In una “classe mondo” come la mia è un argomento da affrontare con delicatezza, cercando di rispettare le tradizioni di tutti. Come accade per altre ricorrenze, fin da piccoli propongo un rito che aiuti a scandire il trascorrere dei giorni e allo stesso tempo prepari all’imminenza della festa. In prima, tra l’altro, questa attività risulta davvero utile perché non tutti i bambini padroneggiano ancora sufficientemente il concetto della successione temporale degli eventi. Ogni anno utilizzo una sorta di calendario dell’avvento che, slegato da qualsiasi significato religioso, riesce comunque a creare l’attesa di questo giorno “speciale”.
Lo scorso anno una mia bambina ne ha costruito uno a casa davvero particolare: un’enorme “sezione” di albero con tante mollettine attaccate, e su ognuna un bigliettino con la scritta “buone feste” in diverse lingue. Quest’anno, in quarta, ho pensato invece di chiedere ai bambini di “donare” alla classe – al termine di ogni giornata scolastica – un breve messaggio, o anche solo una parola, di pace e fratellanza. Il tutto viene poi scritto su una pallina di carta colorata che va a decorare un albero di cartone sistemato sulla porta dell’aula. Il lavoro sarà completato solo l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze natalizie e diventerà un simbolo di condivisione. L’albero, che nelle mie classi non manca mai, è progettato e realizzato dai bambini con materiali riciclati: nel tempo ne abbiamo avuti fatti con i rotoli di carta igienica tagliati a rondelle e dipinti di vari colori, di carta di giornale appallottolata, di fondi di bottiglia in plastica.

Un Natale di libri

Per le nostre letture quotidiane in questo periodo scelgo testi che parlino della festività e seppur con qualche difficoltà a reperire storie “neutre” – che non affrontino cioè l’argomento dal punto di vista religioso – riesco a proporre una serie di libri che solitamente appassionano molto i bambini. Non solo in italiano ma – con la collaborazioni degli insegnanti specialisti in lingua e dei mediatori – anche in spagnolo, inglese e francese. Molto partecipata, ad esempio, è stata la lettura di “Olivia Helps with Christmas”, di Ian Falconer, che racconta le gesta della “mitica” porcellina. Lo scorso anno, in terza, tra gli altri abbiamo letto “Canto di Natale” di Charles Dickens in una versione facilitata e adatta ai bambini, a cui ho fatto seguire la visione del film d’animazione della Walt Disney in lingua spagnola. In quarta o in quinta un libro che amo leggere è “Natale bianco, Natale Nero”, di Béatrice Fontanel e Tom Schamp, che affronta in modo delicato il tema della diversità. Protagonisti sono “Moussa”, un africano, e la sua numerosa famiglia. Il dilemma dei suoi nipoti è capire se Babbo Natale sia bianco o nero: alla fine scoprono che di notte, al buio, Babbo Natale è nero, ma se poi nevica, tutto – lui compreso – si tinge di bianco.
Un appuntamento irrinunciabile è anche il “Laboratorio di animazione alla lettura” curato dalla biblioteca di quartiere. Laura Lena, la nostra amica bibliotecaria, in questi anni ci ha proposto letture davvero interessanti, tutte molto gradite. Nella classifica delle più gettonate compaiono “Mamma Natale” di Penny Ives - che mi ha aiutato ad affrontare il tema delle differenze di genere e a parlare della possibilità delle donne di svolgere le stesse mansioni degli uomini  –, seguito dal bellissimo pop up “Shhhhh!!!” di Sykes Julie e Warnes Tim, da “Il piccolo Babbo Natale” di Anu Stohner e Henrike Wilson, dal gattoso “Natale in via della sogliola n° 13” di Nicoletta Costa fino a “Un Natale davvero speciale” di Maggie Kneen.
Lo scorso anno – in terza – le attività sono state condivise con la classe parallela e sviluppate su vari fronti. Si è partiti con la lettura di “Sueños de nieve” di Eric Carle, prima in spagnolo e successivamente in inglese e in italiano, per passare poi alla traduzione di alcune parole scelte dai bambini nelle lingue presenti nelle due classi. Dopo le letture ognuno ha creato con la tecnica dell’origami un piccolo alberello colorato che è servito poi per comporne uno più grande che è stato chiamato “l’albero dell’amicizia”.

Ma in definitiva, chi è Babbo Natale?

In questo periodo dell’anno, dopo aver letto tutti assieme alcune filastrocche d’autore si passa normalmente a scrivere brevi poesie su quelli che sono i simboli, quali l’albero o babbo natale. In seconda la filastrocca “Il Mago di Natale” di Gianni Rodari è stata lo stimolo per crearne una simile ambientata nel quartiere dove vivono i bambini e lo spunto per un bel cartellone colmo di desideri. Sempre lo stesso anno hanno accolto con grande entusiasmo la mia proposta di intervistarli – sotto forma di gioco – chiedendo loro: “Secondo te, chi è Babbo Natale?”. Per introdurre l’attività abbiamo cominciato con la lettura de “Il complotto dei Babbi Natale”, di Ute Krause, un testo che mette in dubbio in maniera comica l’esistenza di questo personaggio tanto amato. Ne sono scaturite descrizioni davvero singolari, alcune estremamente fantasiose, fino ad arrivare a parlare di “un nonno”, o comunque di una persona anziana, con tanto di “barba bianca e vestito rosso” che porta i doni ai bambini buoni, mentre per quelli “cattivi” c’è solo carbone.

Letterine e desideri

Naturalmente non può mancare la letterina, ma la nostra è speciale! Solitamente, prima di partire con la stesura del testo, invito i bambini a riflettere su cosa significhi ricevere un dono e sul fatto che ci siano regali preziosi che non si possono comprare perché “costano” soltanto in termini di impegno personale. Toccando questo argomento mi è capitato spesso di constatare come i bambini colgano subito quello che intendo e questo fa sì che le loro richieste cambino indirizzo. Ricordo con piacere un anno in cui la maggioranza di loro ha chiesto ai propri genitori un po’ di tempo da trascorrere insieme. Nei pensieri dei bambini, in special modo quelli che vengono da paesi lontani, ricorre spesso il desiderio di momenti con la famiglia nuovamente unita, oppure poter rivedere i nonni o gli amici: in questi casi spesso mi accorgo come, per loro, il periodo prenatalizio sia venato da una sottile malinconia.

Natale in musica

Ci sono poi le canzoni, preparate con cura per l’incontro con i genitori che si svolge solitamente l’ultimo giorno prima della pausa di fine dicembre. Anche in questo caso, tralasciando sempre quelle a sfondo religioso, le mie proposte sono orientate verso una serie di testi ripresi dal repertorio dello Zecchino d’Oro o cantate dal coro dell’Antoniano. Sono i bambini che ogni anno scelgono tra una rosa di possibili candidate. In prima hanno scelto “Goccia dopo goccia”, accompagnata da “Feliz Navidad” in spagnolo; in seconda hanno cantato “Sarà Natale se…” che a dir la verità in alcuni di loro ha creato qualche momento di commozione, accompagnata da “We wish you a Merry Christmas” in inglese; in terza – influenzati probabilmente dalla pubblicità di una nota marca di panettoni – hanno optato per “A Natale puoi” nella versione rap; quest’anno, infine, la scelta è andata a “Se la gente usasse il cuore”, una delicatissima melodia portatrice di un grande messaggio di pace. Le canzoni, soprattutto quando sono ancora piccoli, vengono visualizzate sulla Lim e accompagnate dal karaoke in modo che, oltre a essere imparate a memoria, servano anche come esercizio di lettura.

Un planisfero di auguri

Sono state molto coinvolgenti le attività svolte lo scorso anno a classi parallele unite, con lavori in piccolo gruppo per stimolare i bambini a ricordare tradizioni, usi e alimenti tipici dei loro paesi d’origine. E nel condividere le diverse testimonianze ha destato particolare interesse scoprire che, ad esempio, in Centro America e in Ecuador il Natale si festeggia alla spiaggia. Che stranezza… Il passo successivo è stato cercare in rete informazioni su tutti i paesi dei bambini delle due classi, poi rielaborate e raccolte in un fascicoletto individuale. Sono stati anche predisposti una serie di cartellini con la scritta “buone feste” nelle varie lingue e successivamente, con una sorta di caccia al tesoro, ogni bambino è stato invitato, con l’aiuto dei compagni madrelingua, ad abbinare uno stato al cartellino con la lingua corrispondente. Con un certo brusìo e anche con un po’ di confusione, ma soprattutto divertendosi, il lavoro è stato portato a termine da tutti, messaggi d’auguri compresi, collocati poi su un planisfero di grandi dimensioni che è andato ad abbellire il corridoio.

 

Per saperne di più

Approfondimenti sui libri dedicati al Natale: Libriamoci – Speciale Natale
http://www.angelamaltoni.com/wp-content/uploads/2015/03/Anno-1-numero-2.pdf
http://www.angelamaltoni.com/wp-content/uploads/2015/03/Anno-4-numero-1.pdf
http://www.angelamaltoni.com/wp-content/uploads/2015/03/Anno-3-numero-2.pdf

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