Per una scuola “slow”

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 Intervista a Penny Ritscher sul suo ultimo libro, "Slow school".

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Slow school, edito da Giunti Scuola nella collana Gus, è l’ultimo libro di Penny Ritscher, collaboratrice di “Scuola dell’infanzia”, autrice di saggi e responsabile del progetto del Nido Comunale di Scarlino Scalo l’“Albero Azzurro”. Il libro vuole rispondere a un’emergenza culturale nuova: “bambini agitati e immaturi, che parlano poco o male, intrappolati negli stereotipi dei mass media e nei desideri indotti dalla pubblicità”. Abbiamo fatto qualche domanda all’autrice per saperne di più.

Cosa si intende per “Slow school”?

Il nome “Slow school” prende spunto dal nome del movimento “Slow food”, e, come il movimento gastronomico, parte da una convinzione che definirei “controvento”, vale a dire l’idea che, nell’educazione, la fretta e l’ansia di prestazione siano controproducenti.
Nel mondo di oggi particolarmente, lo scopo principale dell’educazione non deve essere quello di produrre cose o saperi quantificabili, ma quello di formare delle persone: piccole persone equilibrate, autonome, responsabili, socievoli, comunicative, impegnate, inventive, giocose, intraprendenti, propositive, curiose, riflessive e appassionate dell’apprendere.
A questo scopo la scuola va considerata come una piccola comunità di persone, adulti e bambini, che convivono e crescono insieme, condividendo continuativamente, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, una vita quotidiana strutturata in un ambiente fisico e pratico curato, amabile. Un ambiente ricco di spunti, e un microtessuto sociale ricco di relazioni. Per educare in questo senso serve la calma. A lungo andare, la calma è più “produttiva” dell’ansia di prestazione.

Redazione: 25 Ottobre 2011 Percorsi di lettura

La proposta della “Slow school” è indirizzata solo alla Scuola dell’infanzia?

Slow school propone un approccio, non un metodo. I suggerimenti pratici del libro riguardano la Scuola dell’infanzia in particolare, ma la proposta di una scuola “slow” è l’espressione di una filosofia educativa, ed è pertinente ad ogni situazione educativa.

In che modo gli insegnanti possono realizzare il progetto di una scuola “slow”?

Per realizzare il progetto di una scuola “slow” bisogna ripensare in chiave educativa l’intera giornata a scuola: l’ingresso e l’uscita, le attività strutturate, i passaggi tra queste attività, le attività informali autogestite dai bambini stessi, la vita in giardino, le cosiddette routine (pranzo, riposo, bagno, riordino, vestirsi…).
Paradossalmente, è fondamentale programmare e coordinare accuratamente i tempi non programmati, i tempi informali durante i quali i bambini possano imparare a gestire il proprio tempo, ad organizzarsi, a parlarsi, a giocare.
 

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