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Pedagogia del quotidiano - dal nostro convegno "La scuola che guarda al futuro"

29 Giugno 2012 Argomento: Cultura e pedagogia, autore: Penny Ritscher, esperta in educazione della prima infanzia.

La giornata scolastica è lunga, è composta di tante situazioni diverse. Molte delle situazioni sfuggono alla programmazione, ma sono, potenzialmente, una risorsa educativa preziosa.

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La giornata scolastica è lunga, è composta di tante situazioni diverse. Molte delle situazioni sfuggono alla programmazione, ma sono, potenzialmente, una risorsa educativa preziosa. “Educazione è in tutti i momenti” dice un principio fondante dei C.E.M.E.A. (movimento di educazione attiva).

Anche i momenti informali, poco “didattici”, sono ricchi di azioni, di scambi, di conversazioni, di scoperte. Vanno ripensati, presi in carica e gestiti in chiave educativa. Vediamo qualche esempio.

  • All’ingresso, l’uso (o non) dello zerbino
  • All’arrivo, sistemazione dei propri vestiti (e altri effetti personali…)
  • Alla finestra, guardando, conversando

Elogio dello zerbino

Pulirsi le scarpe davanti alla porta è un gesto umile ma non banale, anzi. È un gesto di civiltà. Significa essere consapevoli delle proprie impronte (nel senso letterale, ma anche figurativo), e assumersi una responsabilità verso l’ambiente che si frequenta. Viceversa, non pulirsi le scarpe significa, implicitamente, scaricare sulla bidella la responsabilità della cura dell’ambiente. Lo zerbino simbolizza il legame tra un’idea di cittadinanza responsabile e la vita quotidiana. Valorizziamo questo tappetino! Mettiamone uno davanti ad ogni porta che comunica con l’esterno (compreso il giardino).

La giacca per terra

Chi ha una certa età si ricorderà che fino a non tanti anni fa, era normale vestirsi di indumenti aggiustati e rammendati, ereditati da fratelli o cugini maggiori. Una giacca non si lasciava in terra, andava trattata con riguardo perché, successivamente, sarebbe passata a qualche altro bambino più piccolo. Oggi per molti bambini i vestiti sono diventati oggetti di sfizio, quasi “usa e getta”. Sono caricati di valori indotti, la marca è diventata determinante. Bisogna recuperare un principio di realtà. La giacca (e altri indumenti) sono innanzi tutto oggetti di prima necessità. Prendersene cura è un modo per affermare il loro valore primario.

Classe con vista

Le finestre sono una sorta di membrana che media tra l’interno e l’esterno, lasciano entrare la luce naturale e lasciano uscire lo sguardo. Rappresentano una buona postazione per osservare la realtà esterna, sia quella naturale (alberi, foglie, nuvole…) sia quella sociale (un nonno passeggia con il cane, arriva il camion della nettezza…). Alla finestra possono emergere conversazioni feconde. Mario Lodi racconta che la favola di Cipì è nata da una conversazione dei suoi alunni mentre guardavano un gatto camminare sul tetto davanti alla finestra della classe… Altre “piccole” situazioni da valorizzare: soffiarsi il naso, lo spuntino a metà mattinata e il suo riordino, le micro attività dei bambini in giardino, l’uscita a fine giornata e il ricongiungimento con la famiglia… Per mancanza di tempo, rimandiamo questi temi ad un’altra occasione.

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