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Mondo, forme e numeri - dal nostro convegno "La scuola che guarda al futuro"

29 Giugno 2012 Argomento: Cultura e pedagogia, autore: Mario Maviglia, dirigente Ufficio VII – Dirigenti Amministrativi, Tecnici e Scolastici – USR Lombardia – Ispettore MIUR

I bambini della scuola dell'infanzia e la conoscenza del mondo: Mario Maviglia apre la sessione parallela del convegno dedicata a "Mondo, forme, numeri".

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Il senso di questa sessione di studio è quello di capire come la scuola dell’infanzia può favorire una efficace conoscenza del mondo da parte del bambino e quali strategie educativo-didattiche possono essere messe in campo per perseguire questo obiettivo.

In realtà il bambino che arriva a scuola ha già acquisito, anche se in modo informale e non sistematico, alcune strategie di conoscenza del mondo. La mente del bambino non è una tabula rasa ma una trama di teorie, concetti, idee ed esperienze spesso sconosciute all’adulto.

Nozioni come raggruppare, comparare, stabilire analogie e differenze, contare, ordinare, ipotizzare, orientarsi e rappresentare la realtà attraverso vari codici simbolici fanno parte del suo patrimonio di vita. Insomma il bambino ha già una sua conoscenza del mondo, si pone delle domande e si dà delle risposte (anche se non sempre “adeguate” dal punto di vista dell’adulto).

Gardner afferma che il sapere e ancor più il comprendere scaturiscono da una costante esplorazione del mondo. La scuola, attraverso le esperienze intenzionalmente proposte, dovrebbe aiutare il bambino a guardare sempre meglio i fatti del mondo, a strutturare in modo più organico la propria conoscenza dell’ambiente, a porsi domande sempre più raffinate e a trovare risposte sempre più adeguate.

L’azione della scuola dell’infanzia si dipana attraverso l’allestimento e l’investigazione di situazioni di vita quotidiana: è da queste situazioni – intelligentemente progettate dai docenti – che il bambino comincia a costruire competenze trasversali come osservare, manipolare, interpretare i simboli per rappresentare significati; chiedere spiegazioni, riflettere, ipotizzare e discutere soluzioni; cogliere il punto di vista degli altri in relazione al proprio; prevedere, anticipare, osservare, organizzare, ordinare gli oggetti e le esperienze; interagire con lo spazio in modo consapevole e affinare i tentativi di rappresentarlo; avvicinarsi al numero come segno e strumento per interpretare la realtà e interagire con essa; riflettere sulla misura, sull’ordine e sulla relazione; osservare il mondo naturale.

La scuola può sostenere questo processo valorizzando e dando spazio alla naturale curiosità del bambino verso di sé e verso l’ambiente naturale, nonché verso le sue continue trasformazioni. Nello stesso tempo aiuterà i bambini a elaborare e perseguire progetti nel tempo, documentandone gli sviluppi. Si tratta quindi di aiutare i bambini ad “abitare” in modo sempre più consapevole il proprio spazio/tempo e a trovare categorie interpretative per decodificare la realtà.

Ma come elaborare ed allestire queste opportunità conoscitive nella scuola dell’infanzia? Quale ruolo gioca l’attività progettuale dei docenti? Quale significato viene assegnato ai campi di esperienza? Quali strategia metodologiche-didattiche possono risultare più efficaci per perseguire questo obiettivo? Queste sono solo alcune delle sollecitazioni che verranno discusse nel corso della sessione e accompagneranno la presentazione delle esperienze previste in programma. Una scuola che vuole guardare il futuro deve dotarsi di adeguati strumenti per leggere e decodificare il presente.

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