I PROTAGONISTI DELLA STORIA DELLA PSICOLOGIA SCOLASTICA: John Bowlby

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I PROTAGONISTI DELLA STORIA DELLA PSICOLOGIA SCOLASTICA: John Bowlby

John Bowlby nel 1937 inizia il training in psicoanalisi infantile sotto la supervisione di Melanie Klein. Nel 1946 comincia a lavorare come vicedirettore alla Tavistock Clinic di Londra, istituisce un servizio clinico dove incontra madri e bambini e fa partire un progetto di ricerca, con la collaborazione di Mary Ainsworth, sugli effetti della separazione dalla madre sulla personalità. Dal 1964 al 1979 è impegnato nella monumentale trilogia "Attaccamento e Perdita", nella quale descrive quella speciale relazione che lega il bambino alla madre - o a qualsiasi altra figura sostitutiva - ed esplora le possibili conseguenze della rottura o della perdita dei legami affettivi primari.

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John Bowlby

La teoria dell’attaccamento formulata da John Bowlby evidenzia il collegamento tra deprivazione di cure materne in età infantile e incapacità di creare legami affettivi in età più tarda e mostra come all’origine dei disturbi mentali e della condotta sia possibile rintracciare la mancanza di un maternage adeguato durante i primi anni di vita o una totale assenza di una figura accudente che possa avere la funzione di madre, quella che lui chiama figura di attaccamento.

Nello specifico, Bowlby richiama l’attenzione su come nelle vicende reali dei piccoli con le loro figure di accudimento risiedano i fattori di rischio (o di protezione) per ciò che concerne le uscite psicopatologiche e il disadattamento, e in tal modo prende le distanze dalle teorizzazioni di stampo psicoanalitico che pur erano state alla base della sua formazione come psicoanalista.

Già nei suoi primi scritti, infatti, egli propone una “teoria generale della genesi delle nevrosi” in cui l’origine dei disturbi mentali e comportamentali viene rintracciata in ciò che accade nell’ambiente durante i primi anni di vita, e un peso preponderante viene dato alle separazioni dalla madre (o da qualsiasi persona individuata come figura di attaccamento principale) sia che esse siano dovute alla morte, sia a una qualche “rottura della famiglia”.

Fondamentale per la formulazione della sua teoria è per Bowlby l’accesso ai lavori di Lorenz e di Tinbergen, attraverso i quali rimane folgorato dal potere euristico dei postulati di Darwin e dalla prospettiva evoluzionistica che fa da sfondo agli esperimenti condotti dagli etologi.

In particolare dagli studi di Lorenz sulle oche e sulle anatre, deriva il concetto di imprinting e mostra come anche nella nostra specie sia possibile rintracciare un periodo particolare dello sviluppo, detto periodo critico, all’interno del quale i piccoli riescono a localizzare con prontezza chi è “deputato” a prendersi cura di loro.

Durante questo periodo, che viene collocato intorno all’ottavo mese di vita, in altri termini, è maggiormente presente una disponibilità ad apprendere rapidamente le caratteristiche della figura allevante. Una volta apprese, queste caratteristiche si imprimono in maniera permanente nella memoria, sono soggette, per l’appunto, a un processo di imprinting filiale, probabilmente irreversibile.

 

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Grazia Attili (Sapienza - Università di Roma): 11 Settembre 2017 Bisogni, Emozioni, Relazioni

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