I PROTAGONISTI DELLA STORIA DELLA PSICOLOGIA SCOLASTICA: Guido Petter

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I PROTAGONISTI DELLA STORIA DELLA PSICOLOGIA SCOLASTICA: Guido Petter

Guido Petter (1927 - 2011) è stato una delle figure più eminenti nel panorama della psicologia italiana per il contributo dato al mondo della scuola. Ha promosso la diffusione in Italia del pensiero di Jean Piaget e compiuto numerosi studi e ricerche sulla percezione, sul linguaggio, sulla psicologia dell'educazione, dello sviluppo cognitivo, dell'adolescenza e della genitorialità. Maestro di molte generazioni di psicologi italiani, ha contribuito in modo significativo alla diffusione della cultura psicologica nelle scuole e tra gli insegnanti.  

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Guido Petter

«Permettetemi di parti­re con qualche ricordo personale, che risale a un tempo in cui la psicologia non aveva nessuna presenza nella nostra scuola, e che ci potrà dare chiaramente il senso del cammino che è stato compiuto in questi ultimi sessanta anni, dall’immediato dopoguerra ad oggi.

Io ho frequentato l’Istituto magistrale Virgilio, di Milano, negli anni della guerra, avendo per tutto quel periodo, come compagno di banco, Mauro Laeng, che più tardi è diventato un notissimo pedagogista, ideatore e direttore dell’Enciclopedia Pedagogica, e presidente della Commissione dei Sessanta che elaborò i Programmi della Scuola elementare del 1983. Ha quasi un valore simbolico, per me, il fatto che due persone destinate a percorrere in seguito cammini diversi (la pedagogia e la psicologia) abbiano studiato fianco a fianco per alcuni anni, in un Istituto destinato a preparare insegnanti che non dava però spazio alla psicologia, e di fatto ne dava uno molto esiguo anche alla pedagogia, considerata solo come storia del pensiero pedagogico.

In quei tre anni non ci fu data la possibilità di visitare alcuna scuola, di svolgere alcun tirocinio, di vedere da vicino alcun bambino (in compenso avevamo però un insegnamento di “Cultura militare”: un colonnello in pensione veniva a parlarci di come si fa un assalto alla baionetta, di come si attraversano dei reticolati o di come si lanciano le bombe a mano).

L’idea dominante era che bastasse conoscere i contenuti delle varie discipline per saperle insegnare. E così, quando iniziai a insegnare in una scuola elementare di un paesino di campagna, in un tempo in cui, essendo maestro unico, non potevo contare nemmeno sul consiglio e l’aiuto di colleghi più esperti, sentii tutta la solitudine della mia situazione, e la mia inadeguatezza di fronte ad allievi che incontravo per la prima volta, senza conoscere le caratteristiche psicologiche della loro età, le loro capacità, i loro interessi, esposto dunque a numerosi errori che avrei potuto facilmente evitare se avessi avuto una preparazione diversa, e di cui mi accorsi solo dopo averli commessi. 

 

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Estratto dalla Lectio magistralis “La psicologia nella professionalità degli insegnanti”. Primo Convegno Nazionale “In classe ho un bambino che...”, Firenze 6-7 febbraio 2009: 10 Gennaio 2018 Didattica, Relazioni

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