Un curricolo su germi e malattie infettive per bambini di 5/6 anni

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Un curricolo su germi e malattie infettive per bambini di 5/6 anni

Germi e malattie infettive: che cosa sono? Come ci si ammala? Le autrici presentano un curricolo su questi temi sperimentato con successo in una scuola dell’infanzia con un piccolo gruppo di bambini di 5/6 anni. 

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Immagine tratta dal sito www.lavorincasa.it

Negli ultimi decenni l’immagine delle capacità cognitive dei bambini e dei modi in cui esse si sviluppano è notevolmente cambiata rispetto a quella delineata da Piaget, alla quale tutt’oggi si ispirano diversi educatori e autori di materiali didattici (o addirittura di programmi scolastici) che non hanno una conoscenza approfondita della psicologia.

Secondo Piaget ci sono delle differenze radicali, di tipo qualitativo, tra bambini e adulti, differenze tanto più accentuante quanto più i bambini sono piccoli. I bambini in età prescolare sono caratterizzati da diversi limiti cognitivi, che verranno superati con il procedere dell’età: il loro pensiero è egocentrico; non sono in grado di effettuare ragionamenti logici; non distinguono tra la sfera fisica e quella mentale, attribuendo vita, sensibilità, intenzioni, anche a oggetti inanimati (per esempio affermano che un tavolo sente se viene inciso con un coltello); confondono la causalità fisica con quella psichica (dicono che la luna compare di notte per indicarci che è ora di andare a dormire) (Piaget, 1926).

Secondo Piaget, il pensiero e l’intelligenza dei bambini avanzano grazie alle loro interazioni con il mondo fisico e con quella parte del mondo sociale costituito dai coetanei: è confrontando le proprie idee con quelle degli altri bambini, e accorgendosi che non sempre esse coincidono, che prendono coscienza delle differenze tra sé e gli altri, imparano ad argomentare, superano l’egocentrismo, e modificano i loro concetti.

L’insegnamento esplicito degli adulti ha in questo processo un ruolo di secondo piano, perché i bambini tendono ad accettare le loro affermazioni senza metterle in discussione, ma deformandone il significato nei termini del proprio modo di pensare. Il culmine dello sviluppo dell’intelligenza, che si raggiunge secondo Piaget nell’adolescenza, rende possibile un ragionamento corrispondente ai canoni della logica e dà accesso allo studio delle più astratte nozioni e teorie scientifiche (Piaget e Inhelder, 1955).

Una delle conseguenze che il punto di vista di Piaget ha avuto sul piano educativo è stata quella di promuovere o assecondare una progettazione dei percorsi scolastici che va, con il procedere dell’età, dal concreto (ciò che è percepibile) all’astratto.  

 

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Anna Emilia Berti, Daniela Gobbato (Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata _ FISPPA, Università di Padova): 05 Settembre 2016 Apprendimento, Benessere, Comportamento

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