L'autostima in età prescolare

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Che cosa si può fare per migliorare l'autostima di bambini molto piccoli? È corretto parlare di autostima a questa età? È possibile misurarne il livello attraverso test adeguati?

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Immagine tratta dal sito amiciziavera

Il quesito

Sono una laureanda in Scienze della Formazione Primaria e, nell’ambito del tirocinio che sto svolgendo in una scuola dell’infanzia, mi sono resa conto che avrei bisogno di approfondire lo sviluppo del concetto di sé attraverso le relazioni con gli altri, in particolare l’autostima nei bambini di questa fascia di età. Che cosa si può fare per migliorare l’autostima di bambini molto piccoli, dai 3 ai 6 anni? Soprattutto, è corretto parlare di autostima a questa età? È possibile misurare il livello attraverso test adeguati?

Eleonora, Roma

 

Risponde Monica Toselli (Università degli Studi di Firenze)

La prima risposta che mi verrebbe di dare alla domanda della lettrice è del tutto negativa. Alla fine correggerò questa mia impostazione così rigida, ma prima cercherò di spiegare perché, almeno all’inizio, lo è.

Se si definisce l’autostima come il valore che diamo all’immagine di noi stessi, si capisce che per svilupparla occorrono molte precondizioni. Anzitutto è indispensabile una forma di autoconsapevolezza, traguardo che viene acquisito in maniera diversa a seconda del tipo di identità cui ci si riferisce. L’identità fisica, colta attraverso l’immagine di sé allo specchio, viene riconosciuta tra i 18 e i 24 mesi. La categorizzazione di se stesso come maschio o come femmina, l’identità di genere, può manifestarsi già intorno ai 4 anni, mentre la consapevolezza di appartenere a una determinata etnia viene solitamente acquisita intorno ai 6-7 anni.

Si parla anche di emozioni autoconsapevoli, come ad esempio il senso di colpa e la vergogna. In uno studio di Koschanska et al. (2002), nel quale a bambini tra i 22 e i 45 mesi veniva fatto credere di avere danneggiato un oggetto, anche i più piccoli mostravano indubbi indizi di senso di colpa. Anche la vergogna, che si distingue dal senso di colpa per un senso di inadeguatezza personale, è indicata come presente già intorno ai 22 mesi (Lewis et al., 1989).

Tuttavia l’autostima, che prevede la capacità di rappresentare se stessi, le proprie competenze e caratteristiche e farne un bilancio, confrontandole con quelle di altri, non sembra presente e misurabile nei bambini prescolari. Infatti gli strumenti finora approntati – ispirati soprattutto alle ricerche di Harter (1985), che ha creato un questionario (“Profilo di autopercezione”) per analizzare l’autostima attraverso diverse dimensioni come aspetto fisico, rendimento scolastico e amicizie – sono adatti per essere somministrati a bambini dagli 8 anni in poi.

 

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Monica Toselli (Università degli studi di Firenze): 10 Gennaio 2018 Benessere, Valutazione

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