Il fumetto come strumento di mediazione artistica

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Il fumetto come strumento di mediazione artistica

L'utilizzo del fumetto può trovare spazio sia in ambito scolastico che in quello della disabilità, ponendo la base sulla quale creare progetti mirati alla promozione del benessere.

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fumetto_mediazione_artistica

Fonte: www.freebievectors.com

Il continuo proliferare di nuove possibilità grazie alle quali poter esprimere la propria creatività, ci porta a disporre di utili strumenti che il mediatore artistico può utilizzare nel lavoro di relazione d'aiuto a vari livelli.
Esistono ad oggi svariate forme d'arte dalle quali poter prendere spunto per dar vita a progetti di counseling a mediazione artistica.

Nel panorama attuale, solo per citare alcuni esempi, è possibile osservare l'utilizzo di video e foto (Oliviero Rossi, 2009), o del collage di immagini per costruire storie. Si tratta di nuove strade, che non sostituiscono nessuna forma espressiva, ma che possono essere percorse in parallelo a quelle tradizionalmente più conosciute come pittura o scultura.
Nella fattispecie, la fotografia, il video e, come vedremo qui, il fumetto, ci aiutano oggi a mantenere viva quella funzione “terapeutica” propria dell'arte, che forse già ai tempi delle pitture rupestri, anche se non in maniera esplicita, poco si discostava da quella che oggi le viene riconosciuta.

L'utilizzo dell'arte sequenziale (Eisner, 2005), o più semplicemente, del fumetto, può trovare spazio sia in ambito scolastico che in quello della disabilità, ponendo così la base sulla quale creare progetti mirati alla promozione del benessere.
Considerato per molto tempo un’arte minore, negli ultimi tempi il fumetto ha subito una notevole rivalutazione anche grazie alla diffusione delle cosiddette graphic novel, veri e propri romanzi a fumetti con storie spesso autobiografiche o comunque ispirate a fatti reali. «Ogni vita merita un romanzo» ci dice Erving Polster in un suo celebre libro, e quindi perché non un romanzo a fumetti?

Vari sono i motivi che spingono verso l'utilizzo dell'arte sequenziale come strumento di mediazione artistica: l'uso in maniera congiunta di immagini e parole e il dover rispettare un certo ritmo della narrazione, ad esempio, mobilita varie risorse a più livelli nell'individuo. L’attenzione ad elementi della comunicazione sia analogici che digitali, in combinazione all’alternarsi in posizione di figura-sfondo, dà vita a una sorta di danza entro la quale la persona può muoversi liberamente.
Il fumetto rappresenta, perciò, un modo di raccontare e di raccontarsi che permette quel distacco costruttivo che aiuta a creare delle trame narrative volte al movimento e quindi ad una dinamica di cambiamento. Oltre ad essere un essenziale strumento relazionale, la narrazione per immagini rappresenta anche una via attraverso cui dare forma al proprio vissuto. 

Si aggiunga che l’uso della narrazione per mezzo dell’arte sequenziale per immagini funge da schema attraverso il quale la persona re-interpreta la propria esistenza, in modo da dare origine a nuove rappresentazioni narrative di sé, potendo osservare e osservarsi da una sorta di distanza abitabile (Rovatti, 2007).

La possibilità poi di poterci lavorare a più mani: c'è chi fa la sceneggiatura, chi disegna, chi inchiostra e scrive i dialoghi, per fare un esempio, è un'altra caratteristica che rende il fumetto molto ben utilizzabile in contesti come l'ambito scolastico, o in situazioni comunque dove è importante saper lavorare in gruppo.

Per saperne di più scarica l'articolo completo che trovi nella sezione "Approfondimenti" in cima a questa pagina.

Daniele Delfino (psicologo), Stefano Matteoli (dottore in psicologia e fumettista): 14 Luglio 2017 Comunicazione, Espressione, Relazioni

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