L’individuazione precoce dell’autismo

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Perché si parla sempre più spesso di identificazione e intervento precoce nell’autismo? Esistono strumenti di screening anche per bambini di meno di due anni? Risponde Rita Centra. 
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Immagine tratta dal sito www.passionemamma.it

Si parla sempre più spesso di identificazione e intervento precoce nell’autismo perché alcuni studi mostrano chiaramente una prognosi migliore per quei bambini che cominciano a essere seguiti entro i quattro anni di vita. In effetti, gli studi sulla plasticità cerebrale che caratterizza la prima infanzia costituiscono una solida base scientifica su cui poggiare l’ipotesi che un trattamento precoce possa modificare lo sviluppo delle connessioni cerebrali, potenziandole.

Uno strumento di screening di facile utilizzo è la M-CHAT (Modified Checklist for Autism Toddlers), che è stata sviluppata proprio con l’intenzione di individuare all’interno della popolazione generale quel gruppo di bambini con caratteristiche di sviluppo compatibili con un rischio di autismo.

Si tratta di un questionario di ventitré domande rivolto ai genitori di bambini dai diciotto mesi in su. Le domande contenute nella M-CHAT possono essere anche usate dai pediatri per fare insieme ai genitori un bilancio della salute del figlio al diciottesimo mese di vita. Richiede solo cinque minuti per la compilazione e meno di due minuti per calcolare il punteggio. I bambini che presentano un punteggio elevato saranno inviati a un percorso diagnostico specialistico per ulteriori approfondimenti.

La M-CHAT è reperibile online.

Gli insegnanti dei nidi e delle scuole dell’infanzia possono stampare la scala e, in caso di dubbi circa il comportamento di qualche alunno, provare a rispondere alle domande insieme ai suoi genitori. Questo primo screening è davvero importante, perché può permettere al bambino di intraprendere precocemente percorsi per far fronte alle sue difficoltà, e di conseguenza vivere più serenamente, in futuro, la sua dimensione emotiva e sociale.
 

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