Autismo, internet e miracoli: di chi fidarsi?

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Autismo, internet e miracoli: di chi fidarsi?

Negli ultimi venti anni la ricerca scientifica sull’autismo ha accelerato il passo, generando una miniera di nuove informazioni e conoscenze. Tuttavia l’accesso a queste conoscenze scientifiche è reso sempre più difficile dalla marea in crescita di congetture infondate, teorie pseudoscientifiche e soluzioni miracolose offerte dalla rete. Come distinguere le informazioni fondate da quelle infondate nell’era di internet?
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Immagine tratta dal sito blog.capterra.com

Se digitate la parola “autism” su Google troverete circa 46 milioni di risultati, più del doppio rispetto ai risultati dei termini “schizofrenia” e “depressione” e quattro volte tanto i termini “sindrome di Down” e “dislessia”. Sembra quindi che le informazioni sull’autismo non manchino, e anzi, che l’autismo goda di uno spazio privilegiato nella rete. In realtà la popolarità dell’autismo sulla rete non riflette un’abbondanza di conoscenze e soluzioni, ma al contrario, è sintomatica della mancanza di certezze definitive sulla natura di questo complesso fenomeno.

Come diceva Donald Cohen, uno dei pionieri della ricerca sull’autismo: quando non esiste una cura, esistono migliaia di trattamenti. Meno sappiamo, più le lacune nella nostra conoscenza diventano terreno fertile per speculazioni, teorie e ipotesi di ogni tipo. Quando a formulare queste congetture sono scienziati e ricercatori, le loro ipotesi vengono messe al vaglio del cosiddetto metodo scientifico, un processo rigoroso di “accertamento dei fatti” che comporta una serie di precise verifiche delle ipotesi.

Spesso, tuttavia, le informazioni e teorie che si trovano in rete non sono filtrate da questo processo di verifica scientifica, e pertanto vanno prese per quello che sono: speculazioni infondate (in genere di tipo complottistico, del tipo “esiste una cura per l’autismo ma le multinazionali ce la tengono nascosta”), osservazioni aneddotiche (del tipo “ho notato che un mio alunno con autismo è migliorato molto da quando lo porto a passeggiare con il cane in cortile – quindi la soluzione per curare l’autismo è passeggiare con il cane in cortile”) e, nella maggior parte dei casi, strategie pubblicitarie (“comprate la mia cura miracolosa”).

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