Ispettori. A volte ritornano…

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Perché sarebbe importante collegare la funzione ispettiva allo sviluppo della qualità delle scuole. E perché in Italia è difficile. Di Mario Maviglia. 

Insegnanti

Devo confessare che ho letto quasi con commozione le 13 proposte che l’Associazione TreeLLLe ha presentato il 5 dicembre 2017 presso il MIUR in un convegno dedicato al nuovo Ispettorato scolastico ed organizzato dalla stessa Associazione. Le proposte sono peraltro pubblicate nel Quaderno n. 14 del dicembre 2017 a cura della medesima Associazione.
La commozione nasce dal fatto che l’attenzione riservata da questa Associazione privata verso gli ispettori ricorda la pietà e la compassione che di solito vengono riservate ad un malato molto grave se non addirittura terminale. Ovviamente lo spirito delle proposte presentate nel Quaderno citato sopra è di tutt’altro genere ed anzi rivela una grande vitalità e un acuto senso di lucidità rispetto al (possibile) futuro degli Ispettori in Italia. Ma guardando con sano e cinico realismo la realtà scolastica italiana abbiamo gioco facile a dire che anche queste proposte non vedranno mai la luce per un motivo molto semplice: nella loro (quasi) ovvia necessità, esse appaiono fortemente rivoluzionarie e dirompenti rispetto ad un establishment politico e amministrativo assolutamente incapace di pensare in prospettiva evolutiva, prima ancora che di sognare.
Facendo l’ispettore dal 1991, e alle soglie ormai del pensionamento, credo di poter fare queste affermazioni con qualche cognizione di causa. Cito solo un esempio a comprova della vetustà/novità di una delle proposte fatte dall’Associazione TreeLLLe: la costituzione di un Servizio Ispettivo autonomo, anzi – per essere più precisi – di una Direzione Generale per l’Ispettorato, incardinata nel Dipartimento per l’Istruzione, ma con vocazione tecnica e sostanziale autonomia funzionale. Questa proposta non è molto lontana da quella che da molti anni io e altri colleghi abbiamo più volte sollecitato con risultati pari a zero. Ed è significativo registrare come in gran parte dei sistemi scolastici dei Paesi più avanzati il Servizio Ispettivo ha un propria autonomia, un proprio budget e un’ampia autonomia funzionale. In Italia questa proposta non è mai andata in porto perché il sistema scolastico italiano è fortemente intriso di burocraticismo e un organismo tecnico è malsopportato dal management burocratico. D’altro canto è sotto gli occhi di tutti come la stessa scuola viene sempre più divorata e snaturata dal moloch burocratico, che richiede continuamente dati, impone tempi e fissa procedure in un’azione che sembra più finalizzata a perpetuare e giustificare se stesso che a innalzare i livelli di qualità del servizio scolastico. In questo contesto è ovvio che le figure tecniche sono fuori luogo, soprattutto quando la loro “tecnicità” ha a che fare con la sostanza stessa del fare scuola (sviluppo dei processi di apprendimento e di socializzazione degli studenti).
Eppure, le proposte di TreeLLLe sono tutt’altro che inutili o scontate ed hanno il pregio/coraggio di riportare al centro del dibattito non solo la funzione ispettiva in sé, ma soprattutto il collegamento tra questa e lo sviluppo della qualità delle scuole. Oggi questo collegamento è praticamente impossibile in Italia per tre ordini di fattori, messi in luce dallo studio di TreeLLLe:
1) per motivi qualitativi, legati al profilo professionale dell’ispettore e alle modalità di selezione e formazione degli ispettori stessi. Abbiamo più volte ribadito l’esigenza che alla funzione tecnico-ispettiva si acceda per concorso (magari rivisto nella sua articolazione e nei suoi contenuti, come suggerisce lo studio, ma soprattutto sottratto alla gestione della burocrazia ministeriale), abbandonando del tutto quelle modalità “cooptative” (pur previste dalla legge, ma le leggi si possono cambiare….) che appaiono falsamente tecnocratiche ma in realtà nascondono spesso un uso discrezionale e fantasioso del potere di scelta (la comparazione dei curricula tra più candidati ha senso se viene condotta da un organo indipendente). Oggi queste forme di selezione costituiscono l’anticamera di possibili fenomeni corruttivi, nella sostanza se non nella forma. Anche la formazione degli ispettori è quanto di più negletto si possa oggi immaginare: non avendo un budget a propria disposizione il corpo ispettivo deve mendicare presso l’apparato amministrativo scampoli di iniziative formative. Ma l’indipendenza tecnica e scientifica degli ispettori dipende anche dalla possibilità di tenere aggiornate continuamente le proprie competenze professionali, come d’altro canto viene richiesto agli altri operatori del sistema scuola;

2) per motivi quantitativi, legati ovviamente al numero di ispettori in servizio. Oggi questo numero è talmente esiguo che qualsiasi discorso sulla funzione ispettiva rischia di sembrare surreale. La proposta di TreeLLLe di portare a 400 circa gli ispettori in servizio appare fin troppo modesta rispetto alle competenze che si vorrebbero attribuire al futuro Ispettorato, ma è comunque una proposta dignitosa rispetto all’inconsistenza degli organici attuali;

3) per motivi di governance, legati alla collocazione dell’Ispettorato nel quadro complessivo dell’Amministrazione scolastica, e qui non si può che sottolineare con forza quanto propone l’Associazione TreeLLLe, ossia che occorre garantire due requisiti fondamentali per il buon funzionamento del futuro Ispettorato scolastico, quello dell’autonomia funzionale e quello dell’indipendenza tecnica e scientifica. Il primo requisito rimanda alla necessità di avere un Servizio ispettivo autonomo con forme di autogoverno regolamentate dalla legge, non dall’apparato burocratico; il secondo rinvia a quanto si diceva prima riguardo alla necessità di selezionare persone competenti, preparate e lontane dalle attuali logiche cooptative. In una parola, professionisti selezionati attraverso seri percorsi selettivi.

Da 440 a 124 ispettori

Avremo modo di ritornare sulle altre proposte avanzate da TreeLLLe; intanto, per considerare quanto la funzione tecnico-ispettiva sia tenuta in considerazione oggi in Italia, basta fare una fotografia numerica dell’esistente traendo spunto da quanto riportato dal collega Ettore Acerra nella pubblicazione di TreeLLLe. Se si considera il periodo dal 2001 al 2014 gli ispettori sono passati da 440 a 191 con una diminuzione del 56%; nello stesso periodo i dirigenti amministrativi hanno subito una riduzione del 27%. L’ultimo concorso per il reclutamento di ispettori è stato bandito nel 2008 dopo quasi 20 anni di silenzio e ci sono voluti più di 6 anni per portarlo a termine.
Oggi gli ispettori in effettivo servizio sono 124, di cui 56 di ruolo e 68 tra commi 5bis e 6 del DLgs 165/2001 e art. 1 comma 94 L 107/2015.
Last but not least, se si considera il livello di retribuzione dei dirigenti (in relazione alla complessità assegnata all’ufficio che si dirige), si scopre che a fronte di 61 dirigenti amministrativi che hanno la prima fascia di complessità (con i correlati vantaggi economici) vi è solo un ispettore a trovarsi in questa fascia, e a fronte di 32 dirigenti amministrativi che si trovano nell’ultima fascia, vi sono 89 ispettori. Questi dati, nella loro crudezza, disvelano la vera propensione del sistema scolastico italiano, teso a incentivare la burocrazia in tutte le sue varie forme ed espressioni.
Better times will come…. perhaps.
 

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