Partire dall’esperienza: il sole per orientarci

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Osservare il cielo, disegnare, orientare la nostra classe. Come avvicinare i bambini ai punti cardinali. Di M. Concetta Messina. 

concetta messina orientamento quaderno bambino sole2

C’è un argomento a scuola che mi ha sempre incuriosita per le modalità con le quali lo si affronta e per gli esiti che sortisce: i punti cardinali e il conseguente orientamento di spazi e luoghi. Spesso gli alunni sanno “a memoria” che il sole sorge ad est e tramonta ad ovest ma dietro questa affermazione si avverte il vuoto. Si ravvisa il fatto che si sia arrivati ai punti cardinali senza aver fatto prima alcune scoperte ed essere approdati ad alcune consapevolezze.
Molto più che per altri apprendimenti, in questo caso il libro non basta ed è opportuno armarsi di pazienza e prendersi molto tempo per garantirsi risultati efficaci e duraturi.
Una volta, con una classe terza, feci in proposito un percorso che durò circa due mesi.

A spasso attorno alla scuola

Cominciammo ad uscire da scuola una mattina presto e a osservare il sole da una postazione ben definita. Ripetemmo l’esperienza nei giorni successivi sia a mezzogiorno che nel tardo pomeriggio, tenendo costante la nostra postazione (indicammo anche la direzione del sole con dei sassi allineati sul suolo). Tornati in classe, riportammo di volta in volta sul quaderno il disegno delle nostre rilevazioni. Al termine di questa prima fase tutti gli alunni furono in grado di capire che il sole, durante una giornata, sembra compiere un “arco” nel cielo.

L’arco del sole

Qualche tempo dopo ci recammo ancora a studiare il sole ma cambiammo la nostra posizione voltandoci esattamente dall’altra parte. Ci accorgemmo che non era l’arco del sole a cambiare direzione ma noi vederlo da un’altra prospettiva, da un altro punto di riferimento. In classe stavolta non fu più sufficiente un semplice disegno: costruimmo una piantina con i dintorni della scuola dove fu possibile indicare i nostri due diversi punti di osservazione e nella quale troneggiava il nostro arco virtuale.

Una volta impressi i punti cardinali nella loro geografia quotidiana, fu facile orientare la nostra aula, la nostra scuola, le nostre camerette.

  

  

Una bussola senza ago

Affinché i nostri orizzonti si allargassero ulteriormente, e le nuove acquisizioni venissero esercitate, realizzai per ogni alunno una bussola senza ago, in cartone, con le quattro direzioni, che i bambini tenevamo in mano e ruotavano ad ogni cambio di direzione perlustrando ambienti e strade del quartiere.

  

La lettura delle carte

Il passaggio alle carte geografiche, in questo modo, e solo al termine del percorso, non trovò ostacoli. I bambini capirono che le carte si appendono alle pareti per comodità e che il nord e il sud non sono sinonimi di alto-basso. Con sistematicità staccavamo le carte dalle pareti e le orientavamo per terra rispettando i punti cardinali reali. Iniziammo dalla cartina della Sardegna (la nostra terra) e finimmo col planisfero.
Si potè quindi proseguire il percorso con nuove uscite che evidenziarono stavolta la differenza tra l’arco del sole nei mesi estivi e in quelli invernali e si potè finalmente sfatare il felice mito che sia il sole a ruotarci attorno.

 

Ricordo quel cammino ricco di scoperte e di entusiasmo e il clima particolare dell’aula che sembrava animarsi ogni volta di tanti piccoli geografi. Ricordo soprattutto alunni che non avevano conoscenze isolate in merito all’orientamento ma con i quali avevamo costruito una rete di concetti in cui ogni maglia è interconnessa alle altre.
 

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Commenti

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    federicaguidoni

    21:10, 20 Gennaio 2018
    Vorrei sapere se ci sono problemi nel sito, dato che non riesco a leggere nulla, nè la rivista, nè lavori come quello di PARTIRE DALL'ESPERIENZA: IL SOLE PER ORIENTARCI
    Grazie
    Federica Guidoni