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La favola vera di Mario Lodi e dei suoi ragazzi. In una nuova edizione.

Coperta Cipì 2011

Domani Mario Lodi compie 90 anni; e cinquanta ne ha compiuti sempre quest’anno la sua “favola vera” più famosa, scritta con i bambini della prima e della seconda elementare di una scuola di provincia, a Vho di Piadena, e pubblicata per la prima volta nel 1961, per le Edizioni "Avanti". Questo libro è Cipí, la storia di un passero, dei suoi genitori e dei suoi fratellini; e poi ancora della sua amicizia con il fiorellino Margherití (la tenerezza, la morte), delle vicende con la grande palla di fuoco (il sole, la luce, ciò che si vede ma non si può toccare), con le farfalle bianche che scendono dal cielo (la neve, lo stupore, la fame), con la compagna Passerí e altri personaggi (l’uomo, il gatto, i tanti amici) incontrati tra un volo e uno spavento, un dolore e una felicità, un proposito di costruzione e uno di fuga, un momento di sconforto e un atto di coraggio.

La nuova edizione segue fedelmente il testo e le immagini originali della prima edizione Einaudi del testo (1972). Aggiunge una preziosa nota introduttiva di Mario Lodi, che ci racconta come questo libro è nato: da un bambino seduto al suo banco, che a un certo punto si alza e senza dire nulla si avvicina alla finestra, e guarda fuori. Non per monelleria, ma per curiosità (un po’ come Cipí quando smania di andarsene dal nido: “Cipí Cipí, voglio uscire di qui!”): per vedere cosa succede sopra ai tetti delle case.

Parte da qui l’esperimento di scrittura collettiva fatto da Mario Lodi con la sua classe, e l’ascolto da lui prestato a “ragazzi” che ancora non sapevano scrivere, ma avevano già nella voce e negli occhi la voglia di raccontarsi, di osservare, di giocare, di rendere bello il tempo passato insieme al maestro: “il mondo reale si trasformava con la loro fantasia negli episodi del pericolo del gatto, dell’innamoramento, dell’aiuto per chi si trova in difficoltà, delle tentazioni attuate dagli imbroglioni per incantarli, e tanti altri. Man mano prendeva forma, sulla base delle esperienze, il mondo fantastico e morale di Cipí: un piccolo passero ricco di emozioni che saltellava davanti alla grande finestra”.

Inutile dire che Cipí, a riprenderlo in mano ora, ci racconta più d’una storia: la passione pedagogica del maestro Mario Lodi, per esempio, e l’Italia nel dopoguerra con gli ideali, le lotte, le miserie e le scommesse fuori e dentro la scuola. Ma è ancora la vicenda del passero che voleva sempre fuggire e che piano piano impara a volare a tenerci con gli occhi fissi su queste pagine: il piccolo miracolo dei grandi libri, da leggere e rileggere. In ogni tempo. A tutte le età.

16 Febbraio 2012 In libreria

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