Scrittura corsiva

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Scrittura corsiva

Intervista a Monica Dengo

Corsivo: sì o no? Ne parliamo con Monica Dengo, responsabile del sito e del progetto "Scrittura corsiva".

Insegnare il corsivo

Grazie intanto Monica di aver accettato di parlare con noi. Iniziamo proprio da "Scrittura corsiva": che cos’è?

Un sito che nasce a seguito del progetto "Calligrafia", tenuto all'Istituto Comprensivo di Terranuova Bracciolini, Arezzo. Ho seguito per diversi anni insegnanti e alunni di questo Istituto che comprende materna, elementare e media, proponendo un nuovo modello di insegnamento della scrittura a mano e in particolare del corsivo. Tutto il materiale è stato messo on line. Di seguito, un gruppo di miei studenti ha iniziato a creare una rete di docenti sul territorio. Quest'anno abbiamo anche avviato una masterclass con l'Università Ca' Foscari di Venezia per formare insegnanti ed educatori, e da gennaio il gruppo di cui sopra si costituirà in associazione, col nome Scrivere a Mano nell'Era Digitale (SMED).

Che cosa propongono il sito e il progetto a insegnanti e bambini?

La proposta è articolata, direi, in tre direzioni: conoscere il corsivo per comprenderne il valore, anzitutto. Poi imparare i modelli fondanti della scrittura manuale, in particolare del corsivo, in modo da aver chiaro quali sono le parti che determinano la leggibilità e quali sono le giuste direzioni dei tratti necessari per eseguire le lettere, così da arrivare al corsivo in modo naturale. Il terzo punto è conoscere la storia del corsivo, che nasce e si sviluppa tra Umanesimo e Rinascimento (una ricostruzione su "Scrittura corsiva")

Per quali motivi è tanto importante coltivare, secondo lei, la scrittura manuale e il corsivo a scuola?

Ci sono diversi studi scientifici che confermano l'importanza della scrittura a mano. Vi invito a leggerne due riassunti su "Scrittura corsiva". Per imparare a scrivere a mano, anche se solo in stampatello, il cervello di un bambino deve localizzare ogni tratto in relazione agli altri tratti e imparare i movimenti che la mano deve compiere per ottenere le giuste forme. Questo porta allo sviluppo della memoria motoria, che appartiene a tutte le culture che scrivono a mano. Il corsivo, molto più dello stampato maiuscolo o minuscolo, richiede lo sviluppo della memoria motoria perché solo il corretto movimento (direzione del tratto) consente di legare una lettera alla successiva.

Nel sito vengono segnalati alcuni "errori" che si fanno a scuola nell'insegnamento del corsivo e vengono dati alcuni suggerimenti per fare meglio... potrebbe darci qualche informazione su questo aspetto?

Sì, nel sito si segnala come gli errori legati al modello di scrittura riguardano la scarsa conoscenza della struttura delle lettere e del modo in cui si sviluppa il corsivo. Ci sono poi errori legati alla didattica, ai tempi e modi di insegnare a scrivere.

La proposta di "Scrittura corsiva" tiene conto anche dei bambini con difficoltà di apprendimento e bisogni specifici?

Il sito "Scrittura Corsiva" e tutti i progetti successivi sono stati sviluppati in collaborazione con Laura Bravar, che lavora dal 1977 presso la SCO di Neuropsichiatria Infantile e Neurologia Pediatrica dell’IRCCS “Burlo Garofolo” di Trieste in qualità di testista. Laura collabora nella diagnosi e riabilitazione dei disturbi dell’apprendimento e svolge attività di formazione sui disturbi grafo-motori della scrittura ed è autrice di varie pubblicazioni sui DSA.

  

Lo scopo del nostro sito è offrire strumenti conoscitivi a chi si occupa di scrittura a mano affinché possa operare delle scelte consapevoli. Oggi, infatti, con la crisi della scrittura a mano che la nostra società sta vivendo, il formato di scrittura adottato per l'insegnamento potrebbe fare la differenza, soprattutto per chi ha difficoltà grafo-motorie. L'insegnante, o l'operatore chiamato a effettuare un intervento volto a superare eventuali difficoltà motorie nella scrittura, usando il modello di scrittura a mano che noi proponiamo, rende più accessibile il percorso di apprendimento al maggior numero possibile di bambini. 
Le difficoltà grafo-motorie e visuo-spaziali della scrittura hanno bisogno di interventi specifici (chi necessita di chiarimenti può contattare direttamente Laura Bravar, dalla pagina contatti del nostro sito). Nel sito si possono trovare informazioni su quando insegnare il corsivo ai bambini, quali penne e quaderni usare, quali impugnature sono le più corrette. Ogni nostra proposta è spiegata e fa riferimento a studi e modelli di apprendimento noti e accreditati. 

Per capire quando introdurre il corsivo, per esempio, c'è da sapere che nelle prime fasi di apprendimento della letto-scrittura i bambini sono legati ai processi di segmentazione e fusione fonemica (lettera per lettera), quindi hanno bisogno di vedere lettere chiare, distinte e staccate, facilmente discriminabili (maiuscole/Capitali Romane o minuscole staccate), che poi associano ai singoli suoni che queste rappresentano. Gradualmente i bambini apprendono a leggere unità sempre più grandi (sillabe, digrammi e trigrammi, morfemi), fino a parole intere. Il corsivo dovrebbe essere introdotto solo in questa fase (circa metà o fine seconda elementare).

In quale rapporto dovrebbero stare, secondo la sua proposta, nuove tecnologie, scrittura manuale e corsivo?

Dovrebbero coesistere. Ewan Clayton, che è stato uno dei miei insegnanti di calligrafia, autore del libro Il Filo d’Oro, ci ha fatto vedere di recente le foto delle scrivanie dei CEO di Apple, Google e altre aziende leader nel settore informatico. Ci sono computer e tablet, ma anche post-it e penne biro, pennarelli e blocchi di carta per schizzi. Il corsivo, in particolare, è la forma più evoluta di scrittura, quella più personale, che consente di esprimere le emozioni nel segno.

Le immagini a corredo dell'articolo vengono dal sito "Scrittura corsiva".

Per saperne di più

Monica Dengo: 19 Dicembre 2014 Articoli

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