Leggere a scuola: tra "bibliomamme" e intercultura

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Leggere a scuola: tra "bibliomamme" e intercultura

"L’angolo della Libricizia", un'esperienza di lettura nella biblioteca scolastica. 

libricizia benin

Credo che leggere sia un’esperienza bellissima. Credo che condividere la lettura, come ascolto e narrazione, in classe ed a scuola, lo sia ancora di più.
Credo che educare alla lettura, promuoverla e renderla capace di divenire spazio e tempo di nuove narrazioni, di nuovi incontri sia un dovere per chi vive la scuola e l’esperienza dell’insegnamento con passione e spirito riflessivo.
Per questo mi sono decisa a cercare di documentare un’esperienza che, nata nel silenzio laborioso del sottosuolo della nostra scuola nell’inverno 2011/2012. 
La storia è così ricca, intensa, che merita di essere raccontata. Per descriverla uso una bellissima immagine elaborata da un gruppo di miei alunni qualche anno fa, credo che renda proprio bene l’idea.

Per noi, lo diciamo dopo cinque anni, vivere quest’esperienza (i ragazzi si riferiscono alla lettura, ed alla lettura condivisa, spesso svolta in cerchio) è stato come costruire una casa, ognuno di noi portava i suoi mattoni e la costruzione veniva su pensandola insieme; è stato come preparare una buona torta, ognuno portava il suo ingrediente e cucinavamo insieme; è stato come realizzare un tappeto, ognuno è un filo, insieme formiamo un disegno, quando arriva qualche compagno od insegnante nuovo si aggiunge un filo, ed il disegno cresce; non è un tappeto qualunque, è un tappeto volante, perché leggere è come viaggiare con il cuore e con la fantasia, per fare scoperte e per incontrare nuove persone.
La casa non è finita e la torta non è mai completa, il tappeto volante è pronto ad allargarsi e a fare viaggi sempre nuovi, perché quest’esperienza, se vissuta bene, inizia, ritorna, riparte, ma non finisce mai.

( VC , Scuola Primaria Luigi Bertelli detto Vamba, I.C.S. G. La Pira)

Come fare, quindi in poche righe e parole, a raccontare anni, mesi di lavoro, progetti, desideri, fatiche che trovano il loro frutto in una mattinata memorabile e in letture appassionate e racconti ed incontri sempre più intensi?
Dovremmo raccontare una storia, meglio una fiaba.
Dovremmo raccontare di libri tristi e abbandonati che piangevano chiusi a chiave in vecchi armadi di metallo o in polverosi scatoloni, dovremmo descrivere un buio sottosuolo dalle pareti grigie e rovinate da vecchie infiltrazioni d'acqua.
Dovremmo raccontare altresì di maestre che amano leggere e che desiderano condividere questa passione con i loro alunni, dovremmo dire di bambini curiosi e desiderosi, ma sopratutto dovremmo parlare di mamme e nonni generosi che regalano tempo, energie, talenti...dei veri e propri aiutanti magici... (Abbiamo scoperto, credeteci, che le alcuni di loro hanno davvero super poteri!).
La biblioteca della scuola Primaria Radice è nata così, coltivata dalla passione, dalla professionalità, dalla generosità, dalla pazienza e dalla creatività di tanti e diversi “autori”.
Concluso il concorso "Dai un nome e un logo alla tua biblioteca", attraverso un costruttivo esercizio di rappresentanza e partecipazione, la giuria, composta da 14 alunni, uno per ogni classe, ha valutato ogni prodotto, esprimendo una valutazione a punteggio.
Lo spoglio delle schede, regolarmente inserite in apposite urne, è avvenuto la mattina stessa dell'inaugurazione.
Accade così che con il contributo di tre diverse classi la biblioteca della Radice ha un nome bellissimo: "L'angolo della Libricizia", e un logo da fiaba: una bellissima isola del tesoro su cui giace un meraviglioso baule pieno di libri, e un motto.
Alla cerimonia di premiazione, svoltasi nella palestra della scuola, alla presenza di tutte le classi e della Dirigente scolastica Anna Bergamo e l’allora Presidente del Consiglio d'Istituto Paola Fantappiè, sono stati presenti l’allora Sindaco Gianni Gianassi, il nostro amato illustratore e scrittore sestese Simone Frasca. Una festa bellissima, in cui anche il coro della scuola ci ha accompagnato.
Dal marzo 2014 l’attività della biblioteca non si è più fermata.
Le mamme, definitesi “bibliomamme” e coordinate in un gruppo di lavoro dalle insegnanti referenti, aprono la biblioteca 3 o 4 giorni la settimana per tre settimane al mese, mattina e pomeriggio. Su un apposito tabellone le classi si prenotano per accedere al servizio del prestito così possono gustare lo spazio biblioteca in un tempo adeguato, consultare, sfogliare i libri preparati per loro, registrare il prestito con calma.
Abbiamo organizzato una bellissima mostra del libro in collaborazione un’importante libreria per ragazzi di Firenze.
Abbiamo incontrato autori e narratori speciali: Anna Sarfatti, Simone Frasca, Giovanni Cavaziel, le mamme dell’ associazione Le Querce in fiore...
Abbiamo partecipato con il nostro piccolo ma significativo contributo alle iniziative promosse dall’Ente locale per Maggio di libri.

Vivendo a pieno la vita della scuola, la dimensione didattica ed educativa, abbiamo sentito l’esigenza di allargare l’esperienza del racconto ai genitori, a tutti i genitori… in un modo speciale…nasce così l’esperienza Five stories from five countries, che ha appena concluso il secondo anno della sua realizzazione.

La lingua come strumento di cittadinanza

La scuola Radice e l’intero istituto accolgono alunni da diverse parti del mondo, il 20% della popolazione scolastica non è italofono e proviene da circa (i numeri sono in continuo movimento) 16 nazioni diverse.
Siamo convinte che la lingua diventi strumento di cittadinanza quando è esercitata, valorizzata, condivisa, in un dialogo ed in uno scambio vero e significativo.
In un certo qualmodo come docenti promotrici e referenti del progetto, Chiara Meriggi e Claudia Secchi, abbiamo fatto nostre, in questa esperienza, alcuni contenuti nel documento le dieci tesi del Giscel.
Il documento al paragrafo 2 recita: “Lo sviluppo delle capacità linguistiche affonda le sue radici nello sviluppo di tutt’intero l’essere umano, dall’età infantile all’età adulta (…) nella possibilità di partecipazione alla vita di una cultura e di una comunità”.
Al paragrafo 8 si dice altresì che è importante che nella scuola i ragazzi e le ragazze “ possano capire ed apprezzare il patrimonio linguistico di una società”.
A ciò si aggiunge quanto chiaramente espresso nei paragrafi 4 e 1:
“Una pedagogia linguistica efficace deve badare a tutto questo: cioè al rapporto tra sviluppo delle capacità linguistiche nel loro insieme e sviluppo fisico, affettivo, sociale, intellettuale dell'individuo, in vista dell'importanza decisiva del linguaggio verbale”.
“Il linguaggio verbale è di fondamentale importanza nella vita sociale e individuale perché, grazie alla padronanza sia ricettiva (capacità di capire) sia produttiva di parole e fraseggio, possiamo intendere gli altri e farci intendere (usi comunicativi); ordinare e sottoporre ad analisi l'esperienza (usi euristici e cognitivi); intervenire a trasformare l'esperienza stessa (usi emotivi, argomentativi, ecc.)”.

Fiabe da tutto il mondo

Su queste basi, nel pieno rispetto e nella consapevole aderenza alle Indicazioni nazionali per il curriculo, è nata l’esperienza: Five stories from five countries.
Da novembre/dicembre, un martedì al mese, dopo l’orario scolastico, alle 17,00, insegnanti, bambini e genitori tornano a scuola e tutti insieme nella nostra piccola, ma accogliente biblioteca ascoltiamo un genitore, o un nonno/a che ci racconta una fiaba del suo paese d’origine.
Nonne rumene, mamme albanesi, polacche, cubane, toscane, della Tunisia e del Marocco, papà filippini, egiziani, del Benin, accompagnati dai loro figli ci hanno presentato il loro paese con foto, bandiere, abiti tradizionali, batik, e poi ci hanno raccontato una fiaba; non una fiaba qualsiasi.
Ci hanno raccontato la fiaba che hanno amato di più da piccoli, quella che per loro aveva ed ha un significato particolare, o perché la raccontava il babbo la sera prima di dormire, o la nonna, oppure perché la ricordano letta alla radio con tutti rumori di scena (zoccoli di cavalli, cigolii di porte...).
Così ci siamo ritrovati a viaggiare sul planisfero accompagnati da personaggi famosi e temibili come Alì Babà e i suoi 40 ladroni, oppure con fate e maghi, principesse, lepri e tartarughe…
Alla conclusione della lettura una bella merenda insieme, spesso preparata dalla stessa famiglia narrante… e la magia continua gustando i biscotti al sesamo che hanno tutto un altro sapore dopo che abbiamo recitato più volte la frase magica: “apriti sesamo”, oppure le banane fritte, mentre ancora la mente insegue gli animali nella foresta equatoriale.
È un’esperienza preziosa, nessuno, bambino o adulto, esce dalla biblioteca uguale a se stesso nel momento dell’ingresso.

Narrare e narrarsi

Sperimentiamo ogni volta che l’esperienza del narrare e del narrarsi, l’esperienza gustosa e gratuita dell’ascoltare una narrazione per poi insieme contrattare i significati emotivi, personali di una frase, di una parola, di una situazione, sia un'esperienza formativa intensa , generatrice di nuovi significati e di storie condivise.
Nell’ascoltare, nel leggere insieme una narrazione, una storia, si costruisce un’altra storia che è la nostra di quel momento e di quel giorno e a quel momento e a quel giorno tornerà ognuno di noi con la memoria ogni volta che quella parola tornerà davanti ai propri occhi e chiamerà il proprio pensiero.

“L'esperienza del racconto di fiabe, favole, filastrocche, ninne nanne, accomuna genitori italiani e stranieri e ha a che fare con gli aspetti salienti del rapporto tra le generazioni, legati alla memoria e all'appartenenza, con la trasmissione educativa dagli adulti ai più piccoli e con la costruzione dell'identità. La narrazione contribuisce infatti a passare e mantenere i riferimenti culturali, a ritrovare e verificare le "radici" che definiscono la storia familiare e collettiva, a rinsaldare i legami tra le generazioni. Attraverso il racconto passano inoltre informazioni sul mondo e gli eventi cruciali, nel ritmo narrativo, nelle situazioni che si presentano simili anche se collocate in paesi lontani tra loro. Dare alle madri e ai padri immigrati la possibilità di rievocare e scambiare storie e racconti significa aiutarli a ritrovare il gusto e il significato del narrare ai loro bambini e significa arricchire l'immaginario di tutti i bambini di nuovi personaggi, fantasie, informazioni sul mondo.
Il tema della narrazione può favorire inoltre le possibilità di scambio e di incontro tra adulti che hanno storie e porvenienze diverse: tra le madri italiane e le madri immigrate, tra le utenti e gli operatori dei servizi per l'infanzia.
Le fiabe e i racconti infatti hanno le "gambe lunghe", viaggiano attraverso i confini
del mondo e si colorano qua e là di immagini, sfumature e riferimenti attinti cammin facendo.”

E questo avviene in biblioteca, in una piccola e preziosa biblioteca, L’angolo della Libricizia, e poi continua nello scambio degli sguardi e dei saluti, fuori da scuola, per strada, a casa… nella vita.

   

Per saperne di più

G.Favaro, Raccontare e raccontarsi. Fiabe, narrazioni e autobiografia nell’incontro tra storie e culture, atti convegno V Incontro nazionale dei centri interculturali

Le Dieci tesi in questa redazione sono un testo collettivo preparato dai soci del GISCEL nell'inverno e primavera del 1975 e definitivamente approvato in una riunione tenutasi alla Casa della Cultura di Roma il 26 aprile 1975. Con tale testo il GISCEL, un gruppo costituitosi nel 1973 nell'ambito della SLl, intende definire i presupposti teorici basilari e le linee d'intervento dell'educazione linguistica, proponendole all'attenzione degli studiosi e degli insegnanti italiani e di tutte le forze che, oggi, in Italia, lavorano per una scuola democratica
 http://www.giscel.it/
 

Chiara Meriggi e Claudia Secchi: 28 Luglio 2017 Articoli

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