I bambini e le fake news

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Le “false notizie” sono al centro del dibattito attuale. Come insegnare a riconoscerle ai ragazzi che vanno a scuola? Di Silvana Loiero. 

cyberbullismo social media

Le “false notizie”, che disinformano attraverso i mezzi di comunicazione e in particolare attraverso i social media, sono al centro del dibattito attuale. Come insegnare a riconoscerle ai ragazzi che vanno a scuola? In Svezia si ritiene che il problema vada affrontato sin dalla scuola primaria. In tale direzione stanno per essere introdotte modifiche ai programmi scolastici sin dal prossimo anno. Nel frattempo, però, è già stato lanciato un messaggio attraverso un notissimo personaggio: Bamse, orso protagonista di un fumetto a cui dà il nome, il più letto dai bambini svedesi. Bamse mangia del miele magico che lo fa diventare l’orso più forte del mondo.
In un numero del giornalino di recente pubblicazione (“Bamse e il bosco scuro”, n. 2 del 2017, pubblicato da Egmont Publishing), la striscia mostra un coniglio e una tartaruga, due amici dell’orso. Il coniglio è disperato perché ha letto su Internet che Bamse non diventerà forte mai più: il miele magico ha smesso di produrre i suoi effetti. La tartaruga gli chiede: “Hai verificato la fonte?”. In una vignetta successiva si vedono due loschi personaggi, nemici di Bamse, responsabili di aver scritto su Internet la falsa notizia. Bisogna imparare ad analizzare le fonti d’informazione con senso critico: questo vuole dire la tartaruga al coniglio.
Se pensiamo ai nostri allievi italiani di scuola primaria, che cosa possiamo fare perché sviluppino sin da piccoli abilità di pensiero critico in senso lato, e possano gradualmente imparare a capire, analizzare, valutare le informazioni che leggono o ascoltano?
Di sicuro il punto di partenza è un clima di classe improntato alla comunicazione, con gli insegnanti (di tutte le discipline) che stimolino la curiosità, l’osservazione, l’esplorazione, la discussione. Abituarsi ad argomentare, a confrontare con gli altri le proprie opinioni ed esperienze, a porsi e a porre degli interrogativi, a cogliere dei nessi logici, a fare ipotesi per risolvere problemi… sono tutti elementi che servono a potenziare le capacità mentali e a sviluppare progressivamente un pensiero critico e riflessivo. 

Editoriale per "La Vita Scolastica" n. 4-5 2017-2018. 

Silvana Loiero: 28 Novembre 2017 Articoli

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