CLIL a scuola: per agire, comunicare e pensare senza barriere linguistiche

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CLIL a scuola: per agire, comunicare e pensare senza barriere linguistiche

Stefania Botti (autrice di Ready for CLIL) ci spiega l'importanza del CLIL: "sviluppa il pensiero critico, il problem solving e l'apprendimento cooperativo". Di Chiara Tacconi. 

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Si scrive CLIL e si legge Content and Language Integrated Learning, apprendimento integrato di contenuti disciplinari in lingua straniera. Stefania Botti, insegnante e formatrice, ha appena pubblicato con Giunti Scuola Ready for CLIL, un volume per i docenti della primaria in cui propone laboratori disciplinari in lingua inglese, tutti basati sul CLIL. Sono percorsi che si basano su un uso reale della lingua e permettono di attuare aperture e collegamenti tra i saperi: ecco che l'inglese non resta solo uno strumento di comunicazione, ma anche di conoscenza. 

Che cos’è il CLIL e quali abilità sviluppa?

L’acronimo CLIL (Content and Language Integrated Learning) è un approccio metodologico che ha un obiettivo integrato: l’apprendimento del contenuto di una disciplina in una lingua straniera usata come strumento cognitivo. Si tratta di una modalità di insegnamento/apprendimento basata sul principio del sapere “unitario” determinato dal fatto che l’individuo non apprende per settori separati bensì correlando i saperi ed elaborando delle mappe nella mente (mind maps) in cui i concetti si correlano, si integrano e si estendono in una infinità di reti interconnesse. In questa ottica il CLIL trova la sua massima valenza pedagogica in quanto rende possibile lo sviluppo di abilità definite life-long skills che rinforzano il pensiero critico, lo spirito di iniziativa, il problem solving e il cooperative learning attraverso un codice linguistico diverso che il discente fa suo mettendo in atto processi mentali e cognitivi che gli consentiranno di agire, comunicare e pensare senza barriere linguistiche nella società, nel mondo del lavoro, nella cultura.

Come organizzare delle attività CLIL in classe?

Suggerisco di organizzare le attività tenendo in considerazione che il successo del percorso non dipende solo dalla motivazione e dalla ricettività dei bambini, ma anche e soprattutto dalla nostra abilità di mediatori tra il sapere e il bambino. Le attività vanno presentate in modo flessibile e frazionato adattandole alla classe. È importante tenere presente il timing calcolando e pianificando il tempo che ci serve per svolgere le attività, procurandoci in anticipo i materiali e realizzando noi stessi l'attività prima di proporla ai bambini in modo da prevedere non solo i tempi, ma anche eventuali difficoltà di esecuzione, Ricordiamoci, infine, che il CLIL non si rivolge strettamente al gruppo classe, ma che possiamo realizzare gruppi di lavoro diversificati per migliorare specifici problemi d'apprendimento e per stimolare l'attenzione.

Quali suggerimenti per gli insegnanti che intraprendono attività CLIL?

È importante selezionare contenuti significativi calibrati sul livello linguistico dei nostri alunni e presentati con l’ausilio di mezzi visivi o audio-visivi o con modalità di code-switching (passare da un codice linguistico a un altro per chiarire un concetto o un termine o avviare un controllo immediato della comprensione). È bene fare in modo che la presentazione dei contenuti della disciplina-obiettivo non segua un processo “espositivo”, ma sia di tipo “esperienziale” favorendo sempre attività basate sull’agire e il “fare” . Suggeriamo di mirare a una comprensione globale (capire il significato generale del contenuto) nelle classi più basse e a una comprensione selettiva (cogliere sequenze specifiche, dettagli e parole-chiave) in quelle più alte.

Ci può fare un esempio di percorso CLIL ?

Nel percorso “A Mysterious Ghost” (in Ready for CLIL) per la classe quinta, gli alunni fanno storia in inglese con l’aiuto del fantasma di un legionario romano Julius Valens, vissuto nel forte di Vindolanda, nei pressi del Vallo di Adriano. Attraverso letture e schede operative i bambini usano l’inglese per conoscere i numeri romani, tramite un gioco basato su un gara con le bighe percorrono la linea del tempo alla ricerca di informazioni storiche sulla conquista romana della Britannia. All’interno di queste tappe, gli alunni svolgono attività che gli consentono ad esempio di individuare alcune città romane su una mappa della Britannia, prendere informazioni sulla costruzione del vallo, leggere una tavoletta inviata da un legionario alla madre, mettere a confronto lo stile di vita di un romano con quello di un capo celta, conoscere il ruolo sociale di un druido, “entrare” nel foro di Camulodonum e calcolare la spesa in monete romane, conoscere la villa di Fishbourne e realizzare un mosaico…  

Per saperne di più

Chiara Tacconi: 4 Dicembre 2017 Articoli

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