Inserito da valeriascano@ti... il Ven, 05/02/2010 - 22:26
Che grande manifestazione! Quanta gente, quanti colori! Lavoratori partiti all'alba dalle zone più lontane della Sardegna per arrivare a Cagliari, a manifestare contro il governo che fa ancora troppo poco per fronteggiare una crisi sempre più pesante. Altro che finita!
Cinquantamila persone, cinquantamila lavoratori, cinquantamila sardi.
Qui da noi, in Sardegna, chiudono le fabbriche, si va in cassa integrazione in deroga, in mobilità, si viene licenziati e ancora non è finita perchè altre fabbriche, grandi fabbriche, rischiano di chiudere. E invece di alleggerire le tasse che gravano sui lavoratori, invece che investire ed eliminare gli sprechi, si taglia. Si taglia tutto quello che invece è indispensabile, per noi cittadini e lavoratori.
Persino la scuola, settore in cui lavoro, è sottoposta a tagli feroci. Da anni, ormai.
E la Gelmini sta concludendo l'opera, perfezionandola con una "riforma" che non investe, che non organizza e migliora i metodi e i saperi, ma taglia: classi, ore di lezione, materie, cattedre, carta igienica, gessi, audiovisivi, laboratori, ricerca. La scuola pubblica finirà così per soccombere a quella privata.
Credo che la scuola, e che il Paese, abbiano bisogno di una vera riforma invece. Che restituisca "valore" a tutto ciò che è pubblico, cioè di tutti; che restituisca dignità a chi nel pubblico lavora; che offra ai cittadini servizi universali e di qualità; che investa nel capitale umano, in strumenti e in strutture.
Una gran bella manifestazione, sì.
Ma nonostante tutto, ho un po' di amaro in bocca perchè della mia scuola ho scioperato solo io. Il mondo degli insegnanti ha sempre avuto un cattivo rapporto con gli scioperi e con le manifestazioni. Non so il motivo. Forse perchè siamo una categoria troppo chiusa in se stessa, che mugugna a bassa voce, che protesta nei corridoi ma che poi non quaglia. O forse perchè ci sentiamo come dei missionari che hanno interiorizzato il dovere di sopperire personalemente a tutte le carenze della scuola. Oppure perchè c'è un po' di delusione nei confronti di un'azione sindacale non sempre all'altezza. Ma chiudersi a riccio e non mettersi in gioco in prima persona è la risposta più sbagliata che si possa dare.
Le mie colleghe non hanno scioperato e non hanno partecipato alla manifestazione. Sapete una cosa: peggio per loro.