
Conoscere l’arte per difenderla meglio
Firenze, 11 Novembre 2011
Conoscere l'arte per difenderla meglio
Quattro storici dell’arte e un archeologo, appartenenti a tre diverse generazioni,
hanno fatto della storia dell’arte e dell’archeologia la loro ragione di vita. Ci introdurranno nel loro mondo, così vario e denso di relazioni con il presente e il futuro, spiegando come sia possibile rendere la storia dell’arte e il suo insegnamento uno strumento di civiltà, per partecipare alla costruzione di un nuovo futuro
Si dice spesso che l'Italia sia il paese per eccellenza dell'arte, dei monumenti e dei musei. Questo dato di fatto, divenuto ormai un luogo comune piuttosto che un legittimo vanto, dovrebbe sposarsi ad almeno due principali necessità: la conoscenza e la tutela. L'una e l'altra sono strettamente legate fra loro ma si trovano unite invece, nel nostro paese, in un tragico paradosso.
Se è vero che per tutelare il patrimonio artistico e culturale bisogna in primo luogo amarlo e per amarlo conoscerlo, i fondi per la tutela sono invece scarsissimi e vengono sempre più ridotti, mentre nella scuola italiana le ore di insegnamento della storia dell'arte e dei beni culturali sono andate via via assottigliandosi. Eppure l'insegnamento di questa disciplina, ora relegato in secondo piano, è fondamentale per formare nuove generazioni di cittadini oltre che di studiosi e di operatori culturali di cui tanto avremmo bisogno, rendendo viva e attiva la funzione civile e morale dell'arte.
Si rende quindi necessario uno sforzo, da parte degli addetti ai lavori (nel senso più vasto del termine: insegnanti, giornalisti, operatori culturali, intellettuali, artisti...), per invertire questo corso e restituire allo studio e alla conoscenza della storia dell'arte la dignità di una disciplina essenziale nella formazione.
Da 25 anni la rivista "Art e Dossier" cerca di contribuire alla conoscenza del patrimonio artistico – non solo italiano – nella convinzione che una divulgazione accorta, divertente e aperta a differenti punti di vista sia un'opportunità editoriale e al tempo stesso un dovere civile.
Partendo da queste considerazioni e allargando la prospettiva ad alcuni argomenti che rendono particolarmente attuale la storia dell'arte, anche quella del più remoto passato, il convegno vuole offrire spunti, aperture, suggerimenti anche inediti grazie al contributo di studiosi di fama. In modi diversi e in campi diversi, quattro storici dell'arte e un archeologo, appartenenti a tre diverse generazioni – Giorgio Bejor, Michele Dantini, Gloria Fossi, Tomaso Montanari, Claudio Strinati – hanno fatto della storia dell'arte e dell'archeologia la loro ragione di vita. E ci introdurranno nel loro mondo, così vario, appunto, e denso di relazioni con il presente e il futuro, spiegando come sia possibile rendere la storia dell'arte e il suo insegnamento uno strumento di civiltà, per partecipare alla costruzione di un nuovo futuro.
Moderatore:
Claudio Strinati
Relatori:
Tomaso Montanari, La funzione civile dell’arte figurativa
Nato a Firenze nel 1971, è professore associato di Storia dell'arte moderna all'Università di Napoli 'Federico II'. Si è sempre occupato della storia dell’arte romana del XVII secolo, cercando di rispondere alle domande poste dalle opere d’arte con tutti gli strumenti sviluppati nella storia della disciplina: dalla filologia attributiva alla ricerca documentaria, dalla critica delle fonti testuali all’analisi dei significati, ad una interpretazione storico-sociale. Al centro della sua ricerca e delle sue pubblicazioni degli ultimi anni è soprattutto l’arte di Gian Lorenzo Bernini, indagata da molteplici punti di vista. Ha recentemente dedicato un saggio allo stato della storia dell'arte in Italia ("A cosa serve Michelangelo?", Einaudi, 2011). Collabora al "Fatto Quotidiano", a "Saturno" e al "Corriere della Sera" nelle edizioni di Firenze e Napoli.
Claudio Strinati, Collezionismo antico e formazione del museo moderno
Nato a Roma il 17 settembre 1948 è Dirigente Generale di staff storico dell'arte presso il Ministero per i Beni e le Attività culturali. Curatore di mostre e esperto sia in campo museale sia nel settore del restauro e della conservazione ha ideato lo scorso anno la mostra sul Caravaggio alle Scuderie del Quirinale che ha riscosso uno de più grandi successi di pubblico mai registrati in Italia. Ha pubblicato di recente una vasta monografia su Raffaello presso la casa editrice Scripta Maneant e una monografia sul Bronzino presso la casa editrice Viviani.
Giorgio Bejor, Archeologia o Storia dell’arte?
Gloria Fossi, L’artista in viaggio ovvero l’importanza di saper guardare
Storica dell’arte medievale e moderna, si occupa degli intrecci fra arte, letteratura e viaggio, e collabora a varie riviste, fra cui “Art e Dossier”, per la quale ha appena pubblicato il Dossier "Mari del Sud". Autrice e curatrice di libri tradotti in molte lingue (fra cui Firenze, Filippo Lippi, Il Ritratto, Il nudo, Romanico e Gotico, I Grandi Stili) e di una collana di narrativa dedicata all’arte di tutti i tempi (“Doriangray, quando l’arte diventa racconto”), ha fatto del viaggio e dell’arte la sua principale esperienza di vita e di ricerca. Nel campo didattico ha collaborato al manuale di Storia dell’arte per i licei Electa Bruno Mondadori (1987) ed è autrice dei due manuali di storia dell’arte per le scuole medie inferiori della Giunti. È inoltre autrice del catalogo ufficiale delle opere esposte della Galleria degli Uffizi.
Michele Dantini, Arte contemporanea: questioni di metodo
Professore associato di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università del Piemonte orientale, Michele Dantini si è laureato e perfezionato presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, The Courtauld Institute di Londra, la Eberhard Karls Universität di Tubinga. Visiting professor presso prestigiose università italiane e internazionali, si interessa di scrittura critica e pratiche di mobilità, residenza e viaggio nell'arte contemporanea. Tra le pubblicazioni più recenti: "Pattini a rotelle. Gino De Dominicis laicizzato" (in "Quaderni di scultura contemporanea", 2011); "Ytalia subjecta. Narrazioni identitarie e critica d’arte 1963-2010" (in "Il confine evanescente. Arte italiana 1963-2011", Electa-Maxxi Roma, Milano 2011); "Horses and other herbivores. Modernist Issues and Disputed Identities (in Contemporary Italian Art 1969-2010", Bezalel Academy of Fine Arts, Jerusalem 2010); "Isole, rotoli, promenades" (in "Collezioni", Allemandi-GAM Torino, Torino 2010). Il suo "Diario Namibiano" (e/o, Milano 2003), inchiesta sulle trasformazioni delle abilità tradizionali in Africa australe all'ingresso nel mercato globale, condotta in collaborazione con la National Gallery di Windhoek, è stato finalista del premio Paola Biocca per il reportage. Collabora a "Alfabeta2", "Doppiozero", "Il giornale dell’arte".
Il convegno ha ottenuto l’esonero dal servizio del MIUR prot. N. AOODGPER8072 del 4/10/2011
Con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Firenze, Convitto della Calza, Piazza della Calza 6
Ore 10:30 - 17.00
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