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Inserito da mari-angeloni il Gio, 17/06/2010 - 14:08 Le indagini OCSE/PISA evidenziano la difficoltà del sistema scolastico italiano nell'innalzare la qualità formativa che si attesta su livelli inferiori a quelli di molti paesi europei ed extraeuropei. Quali sono le ragioni di questa “débâcle” italiana? Le cause sono riconducibili al fatto che in classe i docenti sostanzialmente utilizzano una didattica imperniata sull’oggetto culturale (=disciplina).
La Didattica Mentalista opera una “rivoluzione copernicana” perché non mette la materia al centro del suo intervento, ma gli studenti portandoli alla consapevolezza del proprio stile di apprendimento. Grazie ad una forma di comunicazione attiva (=dialogo pedagogico), gli alunni prendono lentamente coscienza dei processi mentali necessari per conseguire successo nello studio e nella vita. E' la realizzazione del principio pedagogico "insegnare ad apprendere", inserito in tutti i P.O.F. scolastici, ma che pochissimi sanno effettivamente applicare.
Inserito da mari-angeloni il Ven, 21/05/2010 - 20:20 E’ noto che riflettere significa ripiegare, volgere, far tornare indietro e rispecchiare.
Riflettiamo quando cerchiamo di recuperare nel passato una conoscenza o quando riusciamo a rivivere mentalmente un’emozione o un sentimento.
Richiamare alla mente realtà, persone, eventi e situazioni per dare un senso al nostro pensiero per poi condividerlo con gli altri, è mettere in atto il meccanismo della riflessione.
Come possiamo spiegare in classe questa operazione mentale?
In che modo l’insegnante può aiutare l’alunno ad attivarla?
Quanto può diventare responsabile la motivazione in un momento di riflessione?
Riflettere sulla riflessione in classe è avviare l’alunno ad acquisire un metodo di studio e migliorare la sua prestazione scolastica.
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Inserito da mari-angeloni il Mar, 04/05/2010 - 22:22 LO SCHELETRO E IL CUORE
La maggior parte dei temi relativi alla scuola (organizzazione, programmazione, valutazione, autonomia, epistemologia delle discipline, educazioni, progetti, curricolo locale ecc … ecc ...) appartengono allo “scheletro” dell’azione didattica .
I più sono interessati a questi argomenti e li ritengono fondamentali per il successo formativo dei discenti.
Esiste però una dimensione pedagogica implicita ignorata dalla maggior parte degli operatori scolastici e che fa parte del “cuore “ della formazione .
Essa riguarda il “come apprendere”, il “come motivare l’alunno”, il “come insegnare un metodo di studio”, il “come promuovere competenze spendibili nella vita”.
I più cercano l’acqua nel deserto e solo pochi sanno rivolgere lo sguardo verso il mare …
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Inserito da mari-angeloni il Gio, 22/04/2010 - 21:59 SEMPLICE AVVENTURA….
La famiglia Stocchi: babbo, mamma, Marta e Luca finalmente erano giunti al paese della nonna.
Montaldo era un paese arroccato in montagna, per arrivarci occorreva passare su per una stradina così ripida che l’automobile faceva fatica a salire.
I nonni erano molto anziani e felici di vedere arrivare figli e nipoti, per questo avevano preparato di tutto per il grande evento. Sulla tavola c’era ogni ben di Dio: formaggio, pane, salumi, castagne, torte di verdure e dolce appena sfornato.
In casa dei nonni c’erano mobili strani di legno antico, una madia e una vetrina piena di pizzi, un camino con un po’ di fuoco. Il pavimento era fatto di grandi mattoni rossi e lucidi di cera appena passata. Nella camera non c’era la TV e neanche un videogioco, così Marta e Luca erano abbastanza imbronciati perché pensavano che non avrebbero saputo come passare il loro tempo: due ragazzini così, senza computer e giochi com’era possibile vivere?
Inserito da mari-angeloni il Sab, 03/04/2010 - 12:23 LO STAFF DELLA DIDATTICA MENTALISTA AUGURA A TUTTI UNA BUONA PASQUA!
Inserito da mari-angeloni il Gio, 01/04/2010 - 20:30 INSEGNARE E’…
Insegnare è
… entrare in classe e trasmettere un’emozione nel leggere una storia;
...è soffermarsi a osservare la brina lungo la strada della scuola per poter raccontare quello che gli altri non riescono a vedere,
...è descrivere un ramoscello di mimosa che annuncia la primavera,
...è ascoltare chi ha bisogno di parlare,
...è dare sempre il buon esempio,
...è dare fiducia ai bambini,
...è saper rispettare i tempi di ciascuno,
...è capire come si può imparare,
...è poter dire in classe: “Oggi sono stata bene con voi perché siete bravi”,
...è prepararsi la lezione pensando a tutti,
...è amare il proprio lavoro.
Maestra Mariangela (www.didatticamentalista.it)
Inserito da mari-angeloni il Gio, 18/02/2010 - 10:18 LA PEDAGOGIA DELL’ERRORE
Oggi le difficoltà in matematica appaiono più diffuse che in passato. Secondo la Prof.ssa Rosetta Zan, i troppi errori possono portare a un rifiuto generalizzato di questa disciplina.
“Nessuno può evitare di fare errori, la cosa più importante è imparare da essi” afferma il grande epistemologo K. Popper. Per questo motivo occorre spostare l’attenzione dagli errori allo studente che li commette, evitando di esprimere giudizi approssimativi che possono influire negativamente sull’autostima del soggetto in apprendimento.
Inserito da mari-angeloni il Mer, 10/02/2010 - 22:32 “Una lavagna grande come il mare...”
Un giorno aprimmo il libro di lettura e leggemmo un racconto intitolato: “Una lavagna grande come il mare ….”
La maestra dava la giusta intonazione alla lettura prima di farci leggere uno alla volta. Ci ripeteva che per capire il testo occorreva far scendere le parole nella profondità del cuore.
La nostra aula era grande, riscaldata e ben arredata. Indossavamo fiocchi rosa e grembiuli bianchi, la merendina nella cartella insieme all’occorrente scolastico. Solo leggendo quel testo, mi resi conto quanto ero fortunata. I protagonisti del racconto erano bambini come me seduti sulla spiaggia. La loro maestra usava un rametto per insegnare loro a scrivere …. non avevano altro!
La mia mente era lì, su quella spiaggia, di fronte a quella grande lavagna e, pensandoci bene, chi poteva averne una più grande? E’ vero le lavagne erano diverse …
Inserito da mari-angeloni il Dom, 31/01/2010 - 12:25 Ognuno di noi porta dentro di sè il ricordo della sua scuola, dei compagni con i quali si è fatto un piccolo viaggio di vita insieme.
Un diario, una simpatia, un disegno, l'immagine di un libro,il ricordo di una gita, riaffiorano nella nostra mente, quando meno ce lo aspettiamo.
La risposta a quella domanda, il sentirsi adeguato o incapace davanti a una verifica: sono stati questi i momenti decisivi per il nostro futuro e per le nostre scelte di vita.
Ora siamo insegnanti di bambini,come eravamo noi un tempo.
Quanti nostri compagni si sono persi nelle strade della vita, a causa di una scuola poco attenta?
Purtroppo la scuola del passato non è stata in grado di aiutarli, ma oggi noi stiamo facendo tutto il possibile per non perdere i nostri alunni?
Non possiamo permetterci di sbagliare o di rimandare il nostro compito a qualcun altro.
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